Roma, 30 mar – Spiragli di tregua nei negoziati tra Russia e Ucraina anche se Kiev non si fida – “vogliamo vedere i fatti” -, intanto gli Usa avvertono gli americani di lasciare la Russia. A sentire il ministero della Difesa ucraino, sarebbe ingannevole l’annuncio di Mosca della riduzione delle attività militari a Kiev. Sarebbe invece in atto una semplice “rotazione” delle truppe. Anche il Pentagono ritiene si tratti di un riposizionamento, non di un ritiro. Sarebbero, inoltre, arrivate forze fresche per l’esercito russo: duemila unità dalla Georgia.

Spiragli di tregua ma Kiev vuole vedere i fatti. Washington: “Incontro Biden-Putin solo dopo de-escalation”

Sul fronte della diplomazia, Washington precisa che un incontro Biden-Putin potrebbe esserci, ma soltanto dopo una de-escalation. Gli Stati Uniti intanto avvertono i cittadini americani in Russia: “Andate via, Mosca potrebbe trattenervi“. Il dipartimento di Stato ha invitato gli americani a non mettersi in viaggio verso la Russia o a lasciare il Paese “immediatamente”, citando la possibilità di potenziali atteggiamenti minacciosi o arbitrari nell’applicazione delle leggi locali. Il dipartimento di Stato afferma inoltre che ci sono state ripetute segnalazioni di cittadini statunitensi “individuati e detenuti dall’esercito russo” mentre si trovavano in Ucraina o stavano fuggendo via terra attraverso il territorio occupato dalla Russia.

I progressi nei negoziati

I colloqui di Istanbul di ieri hanno aperto spiragli di pace nella guerra Russia-Ucraina, e si parla di “significativo progresso” nei negoziati. Ma come è ovvio che sia prevalgono cautela e scetticismo. Ai colloqui la delegazione ucraina si è detta disposta alla neutralità, rinunciando all’ingresso in alleanze militari (Nato inclusa) in cambio di appropriate garanzie di sicurezza. ;entre la Russia accetterebbe un’adesione all’Unione europea, seppure non immediata.

Zelensky: “Segnali possono essere definiti positivi. Attendiamo risultati concreti”

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky dal canto suo ci va con i piedi di piombo: “I segnali che arrivano possono essere definiti positivi”, afferma. Tuttavia chiarisce di “non vedere alcun motivo per fidarsi delle parole” di Mosca, ma di attendere “risultati concreti. Le truppe russe devono lasciare i territori occupati – ribadisce Zelensky – e la revoca delle sanzioni contro la Russia, quindi, può essere prevista solo a guerra finita”.

Intanto proseguono i bombardamenti nel nord-ovest di Kiev con esplosioni a circa 20 chilometri dalla capitale, nonostante i russi abbiano annunciato la riduzione delle operazioni militari proprio su questo fronte. Tuttavia i reporter dal teatro operativo ammettono di non poter chiarire se a sparare sono i russi o gli ucraini. La situazione resta critica in molte aeree, da Kharkiv a Mariupol, fino a Mykolaiv.

Adolfo Spezzaferro

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5 Commenti

  1. Ma Zelensky, paraculo suo, a nome di chi parla davvero?! Domanda critica ovviamente rivolta a tutti i “ns” tuttologi del menga, prima ancora che si addentrino… provocando puro vomito.

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