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Roma, 16 mag – Se Dio non esiste, tutto è permesso. Lo ha asserito Dostoevskij, e oggi risulta essere attuale. Giuseppe De Rita, sociologo ottantasettenne, ha raccontato di come in Olanda, nella laicissima Olanda, agli over settanta sia stato recapitato un modulo col quale si impegnavano, in caso di contagio da coronavirus, a non ricoverarsi per non sottrarre posti letto ai più giovani. Tutti hanno sottoscritto il modulo. Non si è trattato di eroismo, non è la madre che dà la vita per il figlio, non è il padre che si sacrifica per la prole financo morendo. Si è trattato di una selezione organizzata capillarmente col fine di schiacciare ai margini della società investita dalla pandemia coloro ritenuti meno meritevoli di tutela. Tutto ciò è accaduto in una zona del mondo e in una nazione specifica ormai tristemente nota per la selezione in atto, la quale parte dalla massa enorme di aborti annuali al ricorso alla pratica dell’eutanasia. E si tratta, naturalmente, di un luogo che viene presentato dai liberal mondiali come un avamposto di civiltà.

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Siamo olandesi, nessuna tutela per i più deboli

La sinistra è però smarrita e quel modulo recapitato ai vecchietti olandesi ne certifica la totale perdizione. Le incoerenze abbondano. Difatti non dovrebbero essere loro i libertari pronti a battagliare per le libertà dell’individuo, anzi, loro dovrebbero difendere il bene comune. E la ricerca spasmodica di questo interesse comune dovrebbe garantire una vita decente ai più deboli, ossia anche agli anziani, i quali, ovviamente, cessano di produrre ricchezza e necessitano di un’attenzione sanitaria particolare.

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In Olanda non accade niente di tutto ciò. In Olanda la risposta più sincera che viene data a chi soffre, giovane o vecchio che sia, terminale o iniziale, corrisponde alla demolizione della vita umana. La spesa pubblica derivante dalla spesa sanitaria viene di conseguenza abbattuta, creando un vortice per cui questa famigerata ventata di libertà assoluta si trasforma in una martellante campagna a reti unificate su quanto sia giusto e responsabile porre fine alla propria vita in caso di sofferenza. Dunque, la questione è ben più delicata rispetto a come la pongono le sentinelle della democrazia mondiale. Perché se si lascia ai burocrati la possibilità di bombardare le coscienze con la pubblicizzazione del suicidio, è evidente che la loro propensione sarà quella di convogliare l’attenzione dei consociati verso quella soluzione definitiva e non verso la cura e l’assistenza.

L’Olanda dei diritti nati in laboratorio

Siccome oggi il proletariato non esiste più, e allo stesso modo inesistente è la capacità di tornare sui propri passi, esso è stato sostituito con una serie di situazioni grottesche le quali, a loro volta, sono state agganciate a fantomatici nuovi diritti “del lavoratore”. Abortire, financo al nono mese come proponeva la spumeggiante Hillary Clinton, poiché è un diritto inalienabile della donna disfarsi dell’essere che essa stessa ha contribuito a concepire e sul quale il padre ha sostanzialmente nessuna potestà. In Olanda, sulla base di questa previsione che puzza di sessantotto, non nascono più albini. I down sono ormai scomparsi da tempo, segno che quelle signore, molto spesso accompagnate dai signori, si godono senza limiti i risultati brillanti dei diritti fatti nascere in laboratorio e poi piovuti dal cielo. La genitorialità, come insegnano i Nichi Vendola e gli Elton John, è un diritto che la sinistra ha conquistato con fatica, dunque non più una possibilità, certamente non un dono. E se di diritto si tratta, deve essere anche prevista la possibilità di selezionare il prodotto uscente. Se albino no, se down per carità, se ha nove dita anziché dieci forse.

La logica conseguenza di questo sconquassamento è l’eliminazione delle figure paterne e materne, poiché il diritto riguarda i due genitori improvvisati ma non la creatura nata. La narrazione ormai posticcia fatta dai liberal occidentali si poggia sulla supposta esistenza di diritti di una categoria che ne schiaccia letteralmente un’altra, negando delle verità oggettive e incontestabili divenute però scomode nell’era della rivoluzione del proletariato ztl. Questo non è un mondo per vecchi.

Lorenzo Zuppini

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4 Commenti

  1. Sinceramente, credo che più che ascrivibile al libertarismo, il loro modo di pensare sia riconducibile alla mancanza di empatia nordica, insomma, qualcosa che non sia troppo lontano dal’etica nazista. A mio modo di vedere, bisogna anche mettersi nelle vesti dei nascituri, che vita credete che abbia un infante con la sindrome di down? L’esistenza è sofferenza! Alcuni la sperimentano più di altri, ma è ineludibile per tutti. Le persone handicappate sono tra coloro che soffriranno maggiormente, e la loro condanna viene estesa anche a chi li ha generati, non siamo nel XIX secolo, tanto meno in qualche zona disagiata del globo. Nella civiltà occidentale si può vedere a tempo debito se i nascituri saranno geneticamente sani oppure no, credo che l’opzione dell’interruzione di gravidanza, nel caso il feto sia malformato, sia un atto di carità nei suoi confronti. Ovviamente l’opinione viene formata anche in base al proprio credo, io non aderisco ai culti patriarcali, quindi per me è più facile esternare un certo tipo di idee. Noto solo che certe posizioni sono riconducibili alla civiltà islamica, giudicate voi, se questi possano essere dei punti di riferimento. I capisaldi della destra non devono necessariamente confluire nell’aderenza acritica verso ideologie vetuste e incongruenti; è la sinistra occidentale quella che si rifugia, a piacimento, nel cristianesimo, nutre simpatie per gli islamici e si fa sovvenzionare dagli israeliti. A mio modo di vedere, dovrebbe esserci una netta contrapposizione, verso questi credenze ancestrali che tengono prigionieri gli esseri umani nella loro gabbia d’insipienza. Rispetto il punto di vista di ognuno, però credo ci si debba chiedere che tipo di società si voglia, è giusto far sopravvivere tutti, lasciandoli poi vivere una vita di stenti, oppure selezionare, per far si che chi rimane possa sopravvivere degnamente? Forse, prima di quanto credessimo, questo dibattito lo dovremo affrontare, e non avremo grandi margini di scelta. Per quanto mi concerne, vale il detto: ” Preferisco morire in piedi, che vivere in ginocchio “.

  2. In un paese storicamente ateo cosa altro ti puoi’ aspettare che mancanza di umanità e empatia nei confronti dei sofferenti e dei piu’ sfortunati?

  3. Il pericolo numero uno e’ la proliferazione di frocioni depravati,oramai se ne contano a milioni altro che coronavirus. la malattia psichiatrica va curata e fermata con la medicina e col vaccino.

  4. Ok, che l’Olanda e i paesi protestanti siano incubatrici di teorie aberranti, questo è assodato.
    Ma siamo sicuri, che questa selezione geriatrica sia un qualcosa di così esecrabile?
    E’ se invece – come credo che sia – un atto di dignità più profondo, meglio che tu decida come andartene che invece altri decidano per te.
    E’ la nostra legge natuarle perenne. Sono i più giovani che devono andare avanti e costruire o ricostruire il mondo, è la vera dignità di molti e di noi che quando saremo avanti con l’età, dopo che la vita la si è fatta e consumata e il corpo è ormai imprigionato nel decadimento psico-sociale, ecco che allora è meglio un gesto coraggioso e sacrificatore, che certamente comporta dolore per noi stessi e l’ambiente familiare attorno, ma pieno di rispetto per la comunità-weltanschauung intorno a noi, il nostro cedere il posto a forze fresche e generatrici.
    https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=2&cad=rja&uact=8&ved=2ahUKEwirucyywrvpAhW8wcQBHYcyCDkQFjABegQIAhAB&url=https%3A%2F%2Fwww.unionesarda.it%2Farticolo%2Fnews%2Fmondo%2F2020%2F04%2F01%2Fusate-il-ventilatore-per-i-giovani-ho-avuto-una-bella-vita-90enne-137-1004053.html&usg=AOvVaw2o4eacMOk861tKHbeLDxO6
    Un vero gesto concreto di dignità e compostezza, un lasciarsi con serena fierezza.
    Sono gesti che in un tempo di etiche putride, viene visto con disgusto, che è il disgusto dei codardi e vili. E dove dire che mi dispiace leggere certe prediche fiacche e fallacci in un giornale come questo, che dovrebbe rappresentare ben altri principi, detto non come polemica, ma come invito a una riflessione seria.
    Invece le arrembanti e lugubri ideologie umaniste (cristiananesimo, marxismo, egualitarismo), consideranno dignità umana e sacralità della vita, il finire i propri giorni come un rottame in un ospizio ad essere imboccato e a farti cambiare il pannollone come un bambino o un deficiente mentale. E nei peggiori casi farti massacrare di botte da qualche infermiera allogena isterica. E morire lo stesso di covid, senza respiratore.
    Per carità, ognuno libero di scegliere questa supposta dignità. Se non fosse che questa visione è imposta COERCITIVAMENTE a tutti gli altri, per alimentare la retorica da lazzaretto di cristiani, sinistrosi e merdaglia assortita, a dispetto di chi magari ai primi segni di decadimento psico-sociale vorrebbe liberarsi di un corpo diventato prigione e appunto, fare un ultimo gesto di generosità spontanea verso altri.
    Poi, vorrei complimentarmi con Jason17 per il suo ragionamento serio scevro da giudizi morali sulla tematica dell’aborto selettivo, eugenetica-eutanasia dei disabili psichici-mentali, altro tabù di cui non è consentita la discussione. Ma mi fermo qui per non apparire ancora più “mostro”. (Anche se le eutanasie fai da te proliferano:https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=1&cad=rja&uact=8&ved=2ahUKEwiThaigwrvpAhUp4KYKHW-JDXIQxfQBMAB6BAgJEAM&url=https%3A%2F%2Fgazzettadimodena.gelocal.it%2Fmodena%2Fcronaca%2F2020%2F05%2F16%2Fnews%2Fcarpi-omicidio-suicidio-la-psicologa-bruzzone-figlio-ucciso-per-paura-che-soffrisse-1.38851386&usg=AOvVaw1ZM20KTzULmZCTTfX9pqvQ)

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