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Peso volumetrico e resi: come il packaging sbagliato costa alle aziende migliaia di euro l’anno

by La Redazione
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Quando si parla di costi legati alle spedizioni, molte aziende tendono a concentrarsi soprattutto sulle tariffe applicate dai corrieri o sulla quantità di ordini gestiti ogni mese. Eppure, una parte importante delle spese logistiche dipende spesso da un elemento sottovalutato: il packaging.

Scatole troppo grandi, materiali scelti senza criteri precisi o formati poco adatti ai prodotti possono infatti aumentare il peso volumetrico dei pacchi, incidendo direttamente sui costi di trasporto e, in alcuni casi, anche sul numero di resi dovuti a danni durante la movimentazione. Un problema che, soprattutto per le aziende con volumi elevati, rischia di tradursi in migliaia di euro persi ogni anno.

Cos’è il peso volumetrico e perché incide sui costi di spedizione

Nel settore della logistica, il costo di una spedizione non viene calcolato esclusivamente in base al peso reale del pacco. Molti corrieri, infatti, applicano anche il cosiddetto peso volumetrico, un parametro che tiene conto dello spazio occupato dalla merce durante il trasporto.

In pratica, un pacco molto grande ma leggero può costare quanto – o addirittura più – di una spedizione più pesante ma compatta. Il calcolo varia a seconda del corriere, ma generalmente viene effettuato moltiplicando lunghezza, larghezza e altezza della scatola e dividendo poi il risultato per un coefficiente prestabilito.

Utilizzare degli imballaggi sovradimensionati, quindi, rischia di incidere direttamente sulle spese logistiche, soprattutto per le aziende che effettuano spedizioni frequenti. Anche pochi centimetri in più, moltiplicati per centinaia o migliaia di ordini, possono generare costi aggiuntivi significativi nel lungo periodo.

Scatole sovradimensionate: il problema che molte aziende ignorano

Se il peso volumetrico rappresenta uno dei parametri che incidono maggiormente sui costi di spedizione, non è però l’unico aspetto da considerare. Utilizzare scatole troppo grandi rispetto al contenuto può infatti generare una serie di inefficienze che, nel tempo, finiscono per pesare sull’intera gestione logistica.

Uno spazio eccessivo all’interno del pacco richiede più materiali protettivi e rende il prodotto meno stabile durante il trasporto, aumentando il rischio di urti o danni. Una problematica particolarmente rilevante per le aziende che effettuano spedizioni frequenti e che devono gestire non solo i costi logistici, ma anche eventuali resi, sostituzioni e rallentamenti operativi legati a imballaggi poco ottimizzati.

Come ottimizzare gli imballaggi per spedizioni e ridurre gli sprechi

Ridurre i costi di spedizione non significa necessariamente intervenire sulle tariffe dei corrieri. In molti casi, una parte dell’ottimizzazione passa direttamente dal packaging e dalla scelta dei formati utilizzati.

Adottare scatole più proporzionate ai prodotti permette, ad esempio, di limitare gli spazi vuoti nei pacchi e utilizzare meno materiale protettivo. Anche la standardizzazione di alcuni formati può fare la differenza nella gestione quotidiana del magazzino.

Per le aziende che effettuano spedizioni frequenti, organizzare al meglio gli imballaggi per logistica aziendale consente infatti di velocizzare le operazioni di packing e ridurre sprechi che, nel lungo periodo, incidono sui costi complessivi.

Scegliere il formato giusto: perché la varietà delle scatole fa la differenza – la proposta di Imballaggi 2000

Quando si parla di ottimizzazione delle spedizioni, avere a disposizione pochi formati standard non sempre rappresenta la soluzione più efficiente. Prodotti differenti richiedono infatti imballaggi proporzionati per dimensioni, peso e livello di protezione, soprattutto per le aziende che gestiscono spedizioni frequenti o cataloghi eterogenei.

Imballaggi 2000 ha costruito il proprio assortimento partendo da questa esigenza, mettendo a disposizione numerose tipologie di scatole per spedizioni pensate per adattarsi a prodotti e necessità operative differenti. L’offerta comprende infatti scatole a onda singola, doppia onda, modelli automontanti, fustellati, scatole ecologiche, confezioni per bottiglie e soluzioni specifiche per spedizioni più delicate o voluminose.

Una varietà che permette alle aziende di scegliere formati più proporzionati ai propri prodotti, limitando gli spazi vuoti all’interno dei pacchi e riducendo il rischio di costi aggiuntivi legati al peso volumetrico.

A questo si affianca anche un servizio di assistenza dedicato, che supporta le imprese nella scelta delle soluzioni più adatte in base alle caratteristiche della merce, ai volumi di spedizione e alle necessità operative quotidiane.

Ottimizzare il packaging significa migliorare la marginalità

Nel settore delle spedizioni, molte aziende concentrano l’attenzione sui costi dei corrieri senza considerare quanto il packaging possa incidere sull’equilibrio economico complessivo. Eppure, scatole sovradimensionate, materiali utilizzati in modo poco efficiente o imballaggi non adatti ai prodotti generano ogni giorno costi aggiuntivi che, nel tempo, possono diventare estremamente rilevanti.

Ottimizzare il packaging significa quindi intervenire su un aspetto concreto della gestione logistica, migliorando non solo l’organizzazione delle spedizioni, ma anche la sostenibilità economica dell’intero processo.

Per le aziende che lavorano con volumi elevati, scegliere formati più adatti e fornitori capaci di supportare esigenze operative differenti – come Imballaggi 2000 – rappresenta oggi una leva sempre più importante per contenere gli sprechi e proteggere la marginalità del business.

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