Roma, 2 ago — Un cheerleader trans è stato espulso dalla squadra di tifo del Ranger College, in Texas, dopo aver presuntamente attaccato una compagna di squadra, tentando di strangolarla. Il motivo? La ragazza lo aveva apostrofato con l’espressione «uomo con il pene». Cioè ricordandogli l’amara verità, nonostante i tentativi di lui di aderire a stereotipi di estetica femminile e nonostante l’abbondante uso di filtri fotografici per apparire femminile nelle foto social.

Cheerleader trans tenta di strangolare una compagna 

Secondo quanto riporta il Daily Mail il cheerleader espulso è il 25enne Averie Chanel Medlock: la scorsa settimana è stato denunciato per aggressione criminale. È accusato di aver soffocato una compagna di squadra di 17 anni, Karleigh Jones. Lui si sarebbe giustificato affermando di aver agito in reazione a presunti «commenti transfobici» pronunciati dalla minore nei suoi confronti. Subito dopo l’aggressione la ragazza e altre compagne di squadra si sarebbero rinchiuse in uno spogliatoio per nascondersi dalla furia, decisamente testosteronica, di Medlock, che continuava a sostenere di essere stato presa di mira per la sua razza (afroamericana) e per il suo genere.

“Ho scherzato”

La polizia è intervenuta sul posto, insieme al padre di Karleigh, Mike Jones, e Medlock è stato cacciato dal campus. Successivamente Medlock ha pubblicato un video sul proprio profilo Facebook in cui lo si sente parlare con le compagne di squadra mentre tenta di convincerle, rabbiosamente, di avere scherzato e di non avere usato violenza sulla 17enne. Nel frattempo il resto della squadra si tiene a debita distanza e lo accusa dell’aggressione. «L’ho appena toccata», si giustifica il cheerleader trans, «stavo solo scherzando». Il padre della presunta vittima di aggressione, tuttavia, sostiene che il video pubblicato da Medlock rappresenta solo una parte della verità e ha chiesto il rilascio dei filmati delle telecamere di sicurezza del campo.

«Beh ragazzi, sono ufficialmente in pensione come cheerleader da ieri sera», ha scritto Medlock sempre su Facebook. «Una ragazza della squadra si è comportata in maniera molto irrispettosa e mi ha detto che io sono un UOMO con un PENE e che [i ragazzi] non dovrebbero stare nella squadra femminile». Apriti cielo. Medlock racconta poi di essersi «difeso». La ragazza vittima della presunta aggressione avrebbe poi chiamato i genitori che l’avrebbero raggiunta.

Due versioni dell’accaduto

Il racconto del padre risulta essere molto diverso da quello del presunto aggressore. In post su Facebook spiega infatti di essere stato chiamato dalla figlia terrorizzata verso l’una di notte dopo che questa si era barricata dietro a una porta per sfuggire alla rabbia di Medlock, che l’aveva presumibilmente soffocata. Diversi compagni di squadra hanno confermato questa versione. 

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Cristina Gauri

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