Il Primato Nazionale mensile in edicola

Washington, 5 gen – Donald Trump fa schizzare a livelli pericolosissimi la tensione con l’Iran con una raffica di minacce via Twitter. Dopo aver avvertito Teheran che se reagirà all’assassinio del generale Soleimani colpirà gli iraniani “più duramente di quanto siano mai stati colpiti finora”, il presidente Usa in un altro tweet minaccia di utilizzare contro l’Iran le dotazioni militari “di gran lunga migliori al mondo”, per colpire il Paese “molto duramente e molto velocemente“. Questo perché Teheran ha annunciato di aver individuato degli obiettivi Usa da colpire come rappresaglia per la morte di Soleimani, comandante della Forza Quds dei Pasdaran, ucciso venerdì da un raid Usa a Baghdad. “Gli Stati Uniti hanno appena speso due trilioni di dollari in equipaggiamento militare. Siamo i più grandi e di gran lunga i migliori al mondo! Se l’Iran attacca una base americana, o qualsiasi americano, invieremo alcune di quelle nuove meravigliose attrezzature contro di loro … e senza esitazione!“, scrive Trump.

Iran: “Possiamo colpire 35 obiettivi Usa”

Ci sono “35 obiettivi americani a portata” dei Pasdaran, aveva dichiarato un comandante delle Guardie rivoluzionarie iraniane, Ghulam Ali Abu Hamza, citato dall’agenzia stampa di Teheran, Tassnim. “Oltre a Tel Aviv ci sono 35 obiettivi americani nella regione a portata dei nostri lanci“, ha minacciato. “Gli Stati Uniti e Israele devono vivere in uno stato di terrore costante dopo l’uccisione del martire Qassem Soleimani”, ha aggiunto. Tra gli obiettivi, ha segnalato lo Stretto di Hormuz “dove passano decine di navi da guerra americane”, il Golfo di Oman e il Golfo Persico.

Trump: “Abbiamo individuato 52 siti da colpire, anche importanti per la cultura iraniana”

All’annuncio di Teheran, Trump ha risposto, sempre su Twitter, che se l’Iran dovesse colpire americani o asset americani, gli Usa colpiranno molto duramente l’Iran. E gli Stati Uniti hanno già individuato 52 siti iraniani che potranno essere attaccati molto rapidamente. Trump ha spiegato che il numero 52 corrisponde “agli ostaggi americani presi dall’Iran molti anni fa” nell’ambasciata Usa a Teheran. Il presidente Usa spiega che molti di questi obiettivi sono di “livello molto elevato e importanti per l’Iran e per la cultura iraniana“. “Saranno colpiti molto duramente e molto velocemente – conclude Trump -. Gli Stati Uniti non vogliono più minacce!”. Insomma, non soltanto obiettivi militari ma anche civili, come monumenti o luoghi di culto. Una minaccia totale.

Razzi e colpi di mortaio sulla base aerea da cui era partito il blitz contro Soleimani

Baghdad nella serata di sabato è stata presa di mira da alcuni colpi di mortaio e razzi, che al momento non sembrano aver causato morti. Ci sono però almeno sei feriti. Nella capitale irachena poche ore prima migliaia di persone avevano partecipato al corteo funebre per commemorare il generale iraniano gridando “morte all’America”. Colpita, con tre colpi di mortaio, la base aerea di Balad, a 40 km a nord della capitale irachena. La stessa da cui nella notte tra giovedì e venerdì sono partiti i droni militari che hanno ucciso Soleimani e il leader delle Pmu Abu Mahdi Al-Muhandis. Tre soldati sono rimasti feriti, stando a quanto riferisce il comandante della base, Sahi Abd al Amri. Tre colpi di mortaio sono caduti nella zona, uno della pista di atterraggio e due all’esterno del recinto di protezione.

Le spoglie di Soleimani arrivano in Iran. A migliaia in processione funebre

Intanto, un vero e proprio fiume umano si è riversato per le strade della città sud-occidentale iraniana di Ahvaz, al confine con l’Iraq, per partecipare ad una processione funebre in onore di Soleimani. All’alba sono arrivati all’aeroporto internazionale della città i resti del generale e dei miliziani uccisi. Nel pomeriggio saranno trasportati nella città santa di Mashhad, dove si terrà un’altra cerimonia funebre. “Morte all’America”, grida la folla. Soleimani verrà sepolto martedì pomeriggio a Kerman, sua città natale, ma prima, lunedì, si terranno altre cerimonie funebri, la mattina a Teheran e in serata a Qom.

Adolfo Spezzaferro

La tua mail per essere sempre aggiornato

2 Commenti

  1. L’occidente ha fatto un grande errore, che è quello di aver consentito ad un certo popolicchio(carico di odio millenario per i popoli di origine mesopotanica) di acquisire un potere enorme.

Commenta