Una volta che gli pneumatici sono inutilizzabili assumono la denominazione di “fuori uso” (PFU) e devono essere ritirati e smaltiti in modo corretto, così da non andare a impattare né sull’ambiente né sulla salute.

La procedura da seguire da parte degli operatori economici è regolata dal codice EER secondo la legge 955 del 2014, che classifica tutti i rifiuti potenzialmente tossici e pericolosi a seconda della loro composizione e peculiarità. La raccolta di pneumatici fuori uso è dunque contrassegnata da un codice specifico, che definisce a livello nazionale le modalità da attuare per ritiro, smaltimento, riciclo o recupero.


Come avviene il ritiro PFU?

Nel dettaglio, il ritiro degli pneumatici fuori uso viene effettuato gratuitamente da tutte le aziende partner di Ecopneus, la società consortile a cui è stata affidata l’intera gestione del processo. La raccolta può essere effettuata anche se i PFU sono senza camera d’aria e cerchioni e in condizioni di usura avanzate, purché siano privi di acqua e sostanze contaminanti.

A seconda del tipo di raccolta, se manuale o tramite mezzi e contenitori appositi, iPFU vanno posizionati in locali chiusi oppure all’aperto su uno spazio idoneo.

Il quantitativo di pneumatici da ritirare manualmente dipende direttamente dalle dimensioni del prodotto così come dal numero di abitanti nel comune. In contesti con più di 20.000 abitanti, se gli pneumatici sono di misura ridotta se ne possono prelevare fino a 100, mentre scendono a 20 se medi e a 10 se grandi. Se si scende al di sotto dei 20.000 abitanti, tuttavia, queste quantità vengono dimezzate.

Per quanto riguarda il prelievo attraverso contenitori idonei, invece, essi non possono mai essere riempiti per capacità superiori all’80%.

Le tempistiche di ritiro seguono l’ordine di prenotazione che avviene sul sito dedicato ed è importante che l’azienda che lo richiede si regolarmente iscritta alla Camera di Commercio con Codice ATECO e risultare tra gli esercenti dell’attività notoriamente conosciuta come gommista.

Per maggiori informazioni: https://www.valli-ambiente.it/rifiuti/raccolta-di-pneumatici-fuori-uso-pfu


Pneumatici fuori uso: tra riciclo e recupero

Una volta inviati nei centri di riutilizzo,gli pneumatici fuori uso subiscono un particolare trattamento, che può dare luogo a due diversi esiti.

Il primo è quello del riciclo, che si ottiene passando per due fasi di frantumazione, e permette di ottenere diversi materiali, tra cui la gomma, che può trovare applicazione per la realizzazione di un ampio numero di prodotti legati ai più diversi ambiti: si va infatti dal mondo sportivo a quello edilizio.

Infatti, la gomma ricavata da PFU può essere utilizzata quale base per una pista di atletica oppure al fine di creare l’erba sintetica dei campi da calcio. Allo stesso modo, essa può essere impiegata nelle mescole per realizzare un asfalto che debba risultare drenante e poco rumoroso al passaggio di auto, essendo un ottimo insonorizzatore acustico.

Oltre alla gomma, dal riciclo dei PFU si possono ricavare anche acciaio e fibre tessili, che possono essere poi impiegati per la realizzazione di mobili, complementi d’arredo e altri oggetti di uso quotidiano.

Il riciclo è di sicuro una delle necessità da soddisfare al meglio in questo momento storico caratterizzato dai cambiamenti climatici e sicuramente dare nuova vita a prodotti come gli pneumatici porta grande giovamento all’ambiente.

In ogni caso, il trattamento dei PFU può dare luogo anche al recupero di energia. Durante la prima frantumazione del trattamento, infatti, si originano delle particelle con un elevato potere calorifico – le ciabatte – che possono essere impiegate come fonte energetica a basso impatto ambientale.

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