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Tra i prodotti diventati un vero e proprio simbolo della Puglia, si possono elencare orecchiette, focacce, panzerotti ma soprattutto taralli. Nati come surrogato del pane, si sono diffusi e ormai sono riconosciuti in tutto il mondo. Sia salati che dolci, possono essere uno snack da consumare e assaporare a tutte le ore del giorno, accompagnato da altri prodotti tipici del territorio.



Le origini dei taralli

Tutt’oggi le origini del nome di uno dei prodotti tipici sempre presente nei prelibati cesti natalizi aziendali come i taralli, resta avvolto nel mistero. Questo treno derivi dal latino, altri dall’italico e altri ancora dal greco. Le prime ricette scritte risalgono al 1400 quando i pugliesi sfruttavano ogni singolo granello di impasto a causa di una grande carestia.

La leggenda vuole che il primo tarallo nacque dalla disperazione di una madre che non sapeva come nutrire figli: impastò quello che aveva in casa cioè farina, olio, sale e vino dandogli una forma ad anello. Con il passare degli anni, la ricetta venne ovviamente perfezionata e nacquero delle varianti come lo scaldatello che prevedeva una bollitura del tarallo per aumentarne la croccantezza.

I taralli sono sempre stati un prodotto e una preparazione casalinga, solo a partire dagli anni 50 le panetterie iniziano a sforarli. È sempre in questo periodo che si aggiungono altri ingredienti alla ricetta come i semi di finocchio o altre spezie. Al giorno d’oggi ogni zona della Puglia ha il suo tarallo tipico che si differenzia non solo per l’aggiunta di cipolla, peperoncino o altro, ma anche per la forma che può essere la classica circolare oppure anche a otto.

I taralli oggi

Oggi i taralli sono un prodotto molto diffuso che si può trovare facilmente nei supermercati, compresi quelli del nord. Sono diventati dei prodotti conosciutissimi anche al di fuori del territorio pugliese grazie alle varianti che comprendono anche quelle dolci. Infatti, esistono taralli in versione glassata o ricoperti di cioccolato.

Il successo del tarallo è legato alla versatilità visto che è perfetto per accompagnare un tagliere di salumi per un aperitivo oppure per spezzare la fame a metà mattina. Tra le tante varianti presenti oggi, ci sono anche quelle più particolari. Per esempio, in particolare in provincia di Foggia si possono trovare taralli neri perché preparati con vincotto.

Altra tipologia preparata in occasioni particolari quali il venerdì Santo, è il tarallo zuccherato. Questa tipologia prende il nome dialettale di sceleppe. Altri ancora sono realizzati con il grano arso.

Come preparare i taralli a casa

I taralli sono nati come un impasto casalingo e quindi chiunque può cimentarsi nella preparazione dei taralli anche a casa, a patto di avere tutti gli ingredienti tipici che la tradizione vuole. Serve farina di semola macinata di grano duro, olio extravergine d’oliva, preferibilmente pugliese, altro simbolo del territorio prodotto dai famosi ulivi secolari. Occorre procurarsi dei semi di finocchio leggermente tritati e del vino bianco, anche questo pugliese e di qualità.

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