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Transizione digitale in fabbrica, ecco cosa cambia quando i sistemi “comunicano” tra loro

by Redazione
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Un cassetto sembra l’oggetto più semplice del mondo. Eppure, dietro a ogni cassetto che viene prodotto da una fabbrica di componenti per mobili, c’è una catena di passaggi che parte dall’ufficio tecnico e arriva alla spedizione: misure, materiali, finiture, tempi. Moltiplicate tutto questo per centinaia di commesse diverse, ciascuna con le sue specifiche, e capirete perché oggi il banco di prova di un’azienda manifatturiera è tenere insieme le informazioni mentre produce.

Si tende a pensare che la competitività si compri con un macchinario più veloce o un impianto più moderno. Conta, certo, ma se le informazioni non viaggiano insieme ai pezzi, se l’ufficio non sa cosa accade in reparto e la macchina non riceve in tempo reale le istruzioni giuste, ogni stazione resta scollegata dalle altre. 

Il mercato chiede lotti piccoli e tempi rapidi

La spinta arriva dal mercato, prima ancora che dalla tecnologia. I clienti non ordinano più grandi quantità dello stesso prodotto. Sempre più spesso, chiedono lotti ridotti, varianti su misura, tempi di consegna che si accorciano di stagione in stagione. Nel settore dell’arredo la tendenza è marcata: un produttore di componenti può gestire contemporaneamente decine e decine di commesse, ciascuna con misure, materiali e finiture proprie.

Al contempo accade qualcosa di inevitabile: una linea pensata per la serie lunga va in sofferenza. Ogni cambio di lavorazione impone un riassetto, e quando le informazioni passano da un foglio stampato o da una telefonata al capoturno, gli errori si moltiplicano e i tempi si allungano. Stare dietro a questo ritmo senza un sistema che tenga insieme i pezzi diventa, col tempo, una battaglia persa. 

Visibilità in tempo reale: dal dato di fabbrica alla decisione

C’è dunque un modo per risolvere la situazione? Esiste: far comunicare i sistemi per sapere in ogni momento cosa succede in produzione

Gli strumenti che rendono possibile tutto questo hanno nomi tecnici entrati ormai nel vocabolario degli addetti ai lavori. L’ERP governa i processi gestionali e amministrativi, dalla commessa alla fatturazione. Il MES vive sul piano della fabbrica e segue l’avanzamento reale delle lavorazioni. L’analisi MRP pianifica i fabbisogni di materiale, per non ritrovarsi sprovvisti di una materia prima a metà commessa. 

Presi uno per uno, ciascuno fa il suo dovere, ma quando dialogano tra loro il quadro si completa: i dati raccolti in reparto risalgono al gestionale, le decisioni prese in ufficio scendono in produzione, e chi deve scegliere lo fa su numeri concreti.

Veneta Cassetti, la scelta di far dialogare i sistemi produttivi

Il caso di Veneta Cassetti è utile proprio perché parte da un prodotto apparentemente semplice e da un’azienda che ha consolidato negli anni la propria presenza nel comparto del legno-arredo. La produzione di cassetti per mobili richiede ripetibilità, precisione, controllo delle misure e capacità di gestire molte varianti senza perdere efficienza. Quando l’impresa cresce, però, aumentano anche gli ordini, le configurazioni possibili, i passaggi da controllare e le informazioni da mettere in fila.

L’azienda si è trovata davanti a un bivio che molti imprenditori del settore conoscono. Continuare a gestire la produzione con strumenti dipartimentali che non si parlano tra loro, accettando inefficienze e controlli moltiplicati, oppure cambiare passo e puntare su un sistema che punta a mettere in connessione l’intero ciclo. 

L’obiettivo era evitare che il dato restasse fermo nel punto in cui nasceva. Le informazioni tecniche dovevano accompagnare la commessa in produzione, essere aggiornate durante le lavorazioni e tornare disponibili a chi pianifica, controlla costi, tempi e materiali. Parliamo dunque di un sistema in cui ogni fase restituisce informazioni utili alla successiva.

Dall’ufficio tecnico alla spedizione: cosa è cambiato con Projecta

A dare forma al progetto è stata Projecta, software house specializzata. L’intervento ha riguardato l’implementazione software su misura per la produzione mobili, costruita sulle specificità di Veneta Cassetti.

Una parte del lavoro ha riguardato il modo in cui vengono definite le caratteristiche del prodotto. Quando un cassetto cambia misura, materiale, finitura o lavorazione, quel dato deve entrare nel sistema in modo ordinato, senza dover essere riscritto più volte e senza lasciare spazio a interpretazioni diverse tra ufficio e reparto. Avere il pieno controllo su questo passaggio permette di ridurre gli errori a monte, prima che diventino scarti, rallentamenti o correzioni in produzione.

La vicenda di Veneta Cassetti non è un caso isolato, ma il segno di un cambiamento ampio, ma positivo, del manifatturiero italiano. Le piccole e medie imprese, ossatura del nostro sistema produttivo, scoprono che la competitività è riuscire ad avere il controllo reale di quanto accade dentro le proprie mura.

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