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Bolzano, 14 ott – Il mondo politico italiano insorge dopo la vergognosa deliberazione del consiglio provinciale di Bolzano, con la quale ha disposto la cancellazione del termine “Alto Adige” dai documenti ufficiali, sostituendolo con un generico “Provincia di Bolzano”. Rimane invece invariato il vocabolo in lingua tedesca, “Suedtirol”.

La prima a pronunciarsi è stata Giorgia Meloni: “Continua l’ignobile guerra di aggressione della Svp e dei secessionisti sudtirolesi all’italianità dell’Alto Adige. È vergognosa la decisione del Consiglio provinciale di Bolzano di cancellare le parole ‘Alto Adige’ e ‘altoatesino’. Fratelli d’Italia chiede al Governo di rispondere con nettezza a questo inaccettabile affronto e di impugnare immediatamente questa scandalosa legge anti-italiana, che calpesta la Costituzione e la nostra storia”, conclude in una nota.

Le fa eco anche il capogruppo di FdI alla Camera, Francesco Lollobrigida, chiedendo a gran voce la correzione della legge: “Stiamo per depositare un’interrogazione urgente per fare piena luce e chiederemo al governo di impugnare questa vergognosa legge che in un colpo solo intende calpestare la nostra storia e la nostra Costituzione”, augurandosi che “alle parole seguano fatti concreti e immediati. Basta con le aggressioni secessioniste della Svp!”.

Interviene anche il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia: “Ho personalmente chiesto al Presidente Arno Kompatscher di intervenire sulla norma relativa al disegno di legge numero 30 sulle ‘Disposizioni per l’adempimento degli obblighi della Provincia autonoma di Bolzano derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea'”, spiega, specificando come sia necessario “rendere i testi italiani e tedeschi perfettamente identici e rispettosi della Costituzione. Se così non dovesse essere la legge sarà impugnata dopo la sua pubblicazione”, è l’ultimatum del ministro alla Provincia. “Nelle prossime settimane – conclude – così come da impegno assunto con tutte le regioni sarò personalmente a Bolzano e Trento per affrontare tutti i dossier aperti tra il Trentino Alto Adige e il Governo” aggiunge Boccia.

Cristina Gauri

 

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