Roma, 14 ott – E all’improvviso scoprimmo quello che mai avremmo immaginato: Lucia Annunziata ha un cuore. L’algida conduttrice, solitamente nelle vesti di fustigatrice dei volti noti della politica italiana, si è commossa in diretta a Mezz’ora in più su Rai Tre mentre leggeva la notizia dell’uccisione di Hevrin Khalaf, l’attivista curda che “si batteva per i diritti delle donne”, uccisa da miliziani islamisti alleati dei turchi. “Scusate, un po’ di commozione, ma questa storia dei curdi…”, ha detto la Annunziata in diretta per giustificare il suo pianto e passare la parola al padre di Lorenzo Orsetti, l’anarchico italiano morto lo scorso marzo mentre combatteva al fianco dei curdi: “Meglio che prendi tu la parola”.

L’Annunziata piange solo per i curdi

Come ha precisato la stessa Annunziata nel prosieguo della trasmissione, i recenti fatti relativi al Medio Oriente le scaldano il cuore più delle questioni di casa nostra: “Certe volte mi emoziono più per le cose estere che per l’Italia”, ha ammesso la conduttrice. Forse sarebbe meglio specificare che si emoziona di più per la narrazione che la sinistra da anni fa dei curdi, immaginati dai compagni nostrani come una sorta di eroi liberatori senza macchia e senza paura, intenti a passare le giornate tra una sconfitta inflitta all’Isis e una rivendicazione in favore della condizione femminile.

Loro aggrediti dai turchi si meritano le lacrime della Annunziata, gli oltre 100 mila soldati dell’esercito siriano caduti sul campo per combattere contro l’internazionale islamista (quella che in Occidente hanno provato a spacciarci per anni come “ribelli moderati”) che ha dichiarato guerra alla loro nazione no. Non meritano le lacrime dell’Annunziata i cristiani massacrati a Ma’lula, non le merita Khaled al-Asaad l’archeologo che ha pagato con la vita la difesa dei tesori di Palmira, e non le meritano le centinaia di migliaia di civili siriani uccisi, i milioni di sfollati colpevoli solo di essere rimasti fedeli al loro legittimo governo e al loro presidente.

Ringraziare Assad, l’imbarazzo dei compagni

Ma la realtà purtroppo per i compagni di casa nostra è un po’ più complessa, e succede così che ad uccidere la povera Hevrin Khalaf siano stati i miliziani di Ahrar al-Sharqiya, gruppo jihadista alleato dei turchi e soprattutto del Free Syrian Army, i “ribelli democratici” le cui bandiere sono apparse per anni nei comizi del Pd. E chi è ad oggi l’unica ancora di salvezza per i curdi, scaricati dagli Usa e massacrati dalla Turchia? Proprio Bashar Assad, quello che in questi anni per la sinistra è stato il “cattivo” per antonomasia. Sarà lui probabilmente ad evitare il massacro dei “buoni” curdi. Difficile da digerire per i compagni di casa nostra. Chiedere per conferma al noto fumettista antifascista Zerocalcare, che dopo averci sbomballato i cosiddetti per anni con i curdi fieri oppositori di Assad, adesso non sa più cosa scrivere.

Davide Di Stefano

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