Roma, 3 ott – Dopo il risultato sottotono della Lega alle ultime elezioni e la crescita di Fratelli d’Italia al Nord, si agitano vecchi malumori all’interno del Carroccio ed in particolare si riaccende la fronda “settentrionalista” con Umberto Bossi che annuncia la nascita di una corrente interna: il Comitato del Nord.

Nasce il Comitato del Nord

«È un passaggio vitale finalizzato esclusivamente a riconquistare gli elettori del Nord, visto il risultato elettorale del 25 settembre, per rilanciare la spinta autonomista», il senatùr commenta così ad Adnkronos la nascita del Comitato del Nord. Insomma, un ritorno alle origini contro una svolta “nazionale” mai veramente digerita. Nonostante ciò, Bossi sottolinea come il nuovo progetto sia comunque in continuità con la Lega e non rappresenti un nuovo partito: «”Comitato Nord” è un comitato interno alla “Lega per Salvini premier”». A riprova di ciò aggiunge: «Non sono coinvolti nomi che non fanno parte del partito e alla base c’è il rispetto della militanza». Quindi un mini strappo e non una rottura definitiva. Ma che, in un partito storicamente verticista e basato sulla leadership forte del proprio segretario come la Lega, il dissenso si coaguli in una corrente palese è comunque un fatto nuovo e degno di interesse. Tanto che il Comitato del Nord è la prima corrente interna della Lega in trent’anni di storia, ovviamente senza considerare le varie liste che formavano il Parlamento Padano.

La reazione della Lega sembrerebbe all’insegna della conciliazione. In una nota del partito si afferma: «Dopo trent’anni di battaglie, questa sarà la legislatura che finalmente attuerà quell’autonomia delle Regioni che la Costituzione prevede. È nel programma del centrodestra, non costerà nulla anzi farà risparmiare milioni, avvicinerà i cittadini alla politica, taglierà sprechi e burocrazia. E il ministero per le Riforme e gli Affari regionali sarà protagonista di questa pacifica rivoluzione». In altre parole, sarà la Lega di Matteo Salvini a intestarsi e portare al successo le battaglie storiche, centrando l’obbiettivo dell’autonomia, o almeno questa è l’intenzione.

Lo spazio per la nuova corrente

Sulla linea di Bossi c’è anche Roberto Castelli, ex ministro della Giustizia e fondatore dell’associazione Autonomia e libertà. Alla Stampa, Castelli aveva dichiarato: «Preferisco il 5% del Nord guadagnato perseguendo politiche precise piuttosto che l’8% su scala nazionale ma senza una linea chiara». Seppur con qualche cautela, ha espresso interesse per l’operazione di Bossi: «Se il Comitato del Nord parte da una precisa esigenza di portare alla ribalta il dibattito sulla questione settentrionale, assolutamente ben venga. Ma vediamo come si svilupperà e vedremo la vera essenza di questa iniziativa».

In Veneto diversi esponenti locali che hanno preso posizione in favore del senatùr. È il caso del consigliere regionale Fabrizio Baron: «Tutto è figlio del malessere che c’è da tempo. Da tre anni non si fanno congressi, dopo quattro anni al governo non si è riusciti a fare l’autonomia che è tema fondante della Lega». L’eurodeputato Giannantonio Da Re si dice pronto ad aderire. Mentre l’assessore allo Sviluppo Roberto Marcato ha affermato: «Bisogna capire di cosa si tratta. Il fatto è che comunque è un movimento come altri che stanno nascendo all’interno della Lega e che hanno un’unica spinta: riportare al centro la questione settentrionale».

Michele Iozzino

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