Roma, 3 ott – “Brigatisti di Cittadinanza, abbiamo bisogno di voi! Abbiamo bisogno della vostra abilità e della vostra partecipazione!”. E’ quanto scritto da Beppe Grillo nel suo ultimo intervento pubblicato sul personalissimo blog da cui è solito sentenziare, tra il serio e il faceto. Un appello che ricalca, sempre con fare ironico, il linguaggio delle Brigate Rosse. E’ pure condito da un pugno rosso, tanto per evidenziare il giochino evocativo.

No Grillo, le “Brigate di Cittadinanza” non strappano risate

Ma no, non fa ridere, caro Beppe. Perché la provocazione può pure essere esasperata, ma soffiare sul fuoco della scomposta rivolta per difendere una misura di partito (pardon, di movimento) non è mai un’idea saggia. Oltretutto, difficilmente il reddito di cittadinanza verrà abolito dal centrodestra che si appresta al governare. “Oggi, i percettori del reddito di cittadinanza sono circa 3 milioni, molti dei quali con competenze che vorrebbero mettere a disposizione della comunità. E infatti sarebbe anche previsto che lo possano fare ma ‘qualcuno’ preferisce impedirglielo, creando ostacoli burocratici per renderlo irregolare, se non illegale, perché è più comodo usarli come carne da cannone per fare la guerra ai poveri”, scrive Grillo. Dunque, che fare? “Chiamo a rapporto le Brigate di Cittadinanza, cittadini volenterosi che vogliano offrire il loro operato ‘illegalmente’ per aiutare la comunità in cui vivono, con lavori e opere di bene nel proprio quartiere o nel proprio paese, perché servire la comunità è un dovere ma anche e soprattutto un diritto di ognuno. Cittadini che si possano sentire liberi di poter riparare una panchina dismessa, ripristinare un giardino abbandonato, costruire giochi per i bimbi, mettersi a disposizione per il prossimo”, afferma Grillo.

C’era una volta un comico

C’era una volta un comico, saltellante e pungente. C’era una volta un “elevato”, fattosi garante disceso in terra. Poi di colpo le sabbie mobili, e non si risale più. Per un pugno di voti, Beppe Grillo ha spento l’antico furore. Gli ultimi anni li ha passati in sordina, da maschera rassegnata, arrendevole, impietrita di fronte alle lotte intestine di un movimento annichilito e sfilacciato. Poi l’illusione della risalita, con il dignitoso risultato centrato il 25 settembre. Così, dopo aver sferrato fendenti a vuoto a suon di linguaggio onirico, in uno schermistico pas de touche che faceva quasi tenerezza, ci propina le “Brigate di Cittadinanza”. Il problema di Grillo è soprattutto questo: aver smesso di far ridere, finendo per prendersi sul serio.

Eugenio Palazzini

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4 Commenti

  1. E intanto la terra che consente sopravvivenza, lavoro ed eventuale margine per tempi difficili resta agli “amici etnici” di Grillo… che, da cornuto quale è, non sa cosa sta accadendo persino in Perù prima che in Italia!

  2. Dipende.
    Se si tratta di gruppi di persone che si ritrovano insieme per trascorrere il tempo in allegria, capiti a fagiolo.
    Nel senso che ti do soldi per farti divertire.
    Sempre meglio del.non far niente o del dormire tutto il giorno su un divano.
    Una volta i comici si limitavano a fare i comici.

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