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Roma, 3 nov – Il governo giallofucsia convoca d’urgenza per le 15.30 le Regioni, obiettivo: varare il nuovo Dpcm entro stasera. Come annunciato, sono in arrivo ulteriori restrizioni sugli spostamenti e altre misure anti-contagio. A sentire il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa, l’intento sarebbe quello di non chiudere tutto il Paese ma di differenziare il confinamento a livello regionale. “Non sarà un lockdown rigido, ma simile al modello tedesco, un lockdown light“, assicura la Zampa ai microfoni di Radio anch’io su Rai Radio1. Dopo il vertice con Regioni e Comuni a cui parteciperanno i ministri degli Affari regionali Boccia e della Salute Speranza, il commissario per l’emergenza coronavirus Arcuri e il capo della Protezione civile Borrelli, in serata il premier – che aveva annunciato nuove misure entro mercoledì – dovrebbe firmare il nuovo decreto.

Le nuove restrizioni per scuola, trasporto pubblico e spostamenti

Come anticipato in queste ore, tra le nuove restrizioni: didattica a distanza al 100 per cento alle scuole superiori, limiti alla mobilità fra regioni a rischio, centri commerciali chiusi nel weekend e nei giorni festivi. Chiusi anche musei, mostre, sale bingo e sale scommesse, capienza dei mezzi pubblici ridotta al 50% e coprifuoco nazionale anticipato, molto probabilmente, alle 21. Da quell’ora in poi sarà vietato uscire di casa, salvo “comprovate esigenze” di lavoro, salute o urgenza da indicare nell’autocertificazione (disponibile qui).

Italia divisa in tre zone: rossa, arancione e verde

Altra novità, l’Italia sarà divisa in tre zone: rossa, arancione e verde, in base alla pericolosità calcolata sul numero di contati. L’inserimento di una regione in una delle tre fasce di criticità “avverrà con un’ordinanza del ministro della Salute”. In questo modo Speranza potrà decidere in autonomia, scavalcando i governatori. Nella zona rossa, in cui già figurano Lombardia, Piemonte e Calabria (e potrebbero rientrarci anche Alto Adige e Valle d’Aosta) scatterà il lockdown: resteranno aperte solamente le industrie e le scuole fino alla prima media. Videolezioni dalla seconda media in poi. Chiusi tutti gli esercizi commerciali, compresi parrucchieri ed estetisti. Resteranno aperti farmacie e supermercati. Nella zona arancione, di cui fanno parte Puglia, Liguria, Campania e forse anche il Veneto, saranno chiusi bar e ristoranti. Sono salvi però parrucchieri e centri estetici. Nella zona verde, infine, saranno in vigore tutte le altre restrizioni, con chiusura di cinema, teatri, palestre, piscine, musei e mostre.

In Alto Adige Bolzano e altri 10 comuni “zona rossa”

Intanto, 11 comuni, compreso Bolzano, sono stati dichiarati “zona rossa” dalla giunta provinciale dell’Alto Adige. I comuni interessati, oltre al capoluogo, sono Vadena, Braies, Velturno, Villabassa, Meltina, Vipiteno, Egna, Nova Levante, Ponte Gardena e Nalles. I dati sui contagi, spiega il presidente della Provincia Arno Kompatscher, “fanno passare questi comuni da rischio elevato a rischio molto elevato”. Con l’ordinanza, in vigore dal 5 novembre per due settimane, si passerà alla didattica a distanza nelle scuole di ogni ordine e grado, verranno chiuse le scuole d’infanzia e gli asili, chiuderanno anche parrucchieri ed estetisti. Inoltre, si potrà entrare ed uscire da questi comuni solo per comprovati motivi di lavoro, salute, urgenza.

Adolfo Spezzaferro

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