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Roma, 12 mar – Terza uscita pubblica di Mario Draghi, all’insegna della “stretta necessaria”. Anche questa volta il premier si limita a leggere un discorso, lungo e articolato, evitando di rispondere a eventuali domande da parte dei giornalisti. Elusivo come al solito insomma, in visita al centro vaccinale di Fiumicino – nei pressi dell’aeroporto Leonardo da Vinci – Draghi esordisce così: “Questa è la mia prima visita in un sito vaccinale, è stata una visita breve ma veramente bella”.



Draghi: “Stretta necessaria, consapevole di conseguenze”

Il primo ministro si dice consapevole che le ulteriori misure restrittive pensate dal governo per frenare la pandemia, causeranno gravi danni all’economica italiana e non solo. “Sono consapevole che le misure di oggi avranno conseguenze sull’istruzione dei figli, sull’economia e sullo stato anche psicologico di noi tutti”, afferma Draghi. Ma “sono necessarie per evitare un peggioramento che renderebbe inevitabili provvedimenti ancora più stringenti”. Leggassi: o queste misure o lockdown totale in tutta Italia.

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Draghi annuncia nuovo “scostamento di bilancio”

Draghi illustra poi il piano del governo, che in realtà non sembra proprio una grande svolta: “Per venire incontro alle esigenze delle famiglie, abbiamo deciso, già nel decreto legge di oggi, di garantire il diritto al lavoro agile per chi ha figli in didattica a distanza o in quarantena. Per chi svolge attività che non consentono lo smart working, sarà riconosciuto l’accesso ai congedi parentali straordinari o al contributo baby-sitting.”

Eppure secondo il premier le misure del Dl Sostegni “sono corpose, coprono una platea più ampia e arriveranno rapidamente. Tra i provvedimenti più significativi, c’è il prolungamento della cassa integrazione guadagni, un più ampio finanziamento degli strumenti di contrasto alla povertà, per sostenere i ‘nuovi poveri’, coloro che sono diventati maggioranza nelle file della Caritas. Agli autonomi e alle partite Iva che hanno patito perdite di fatturato riconosceremo contributi in forma più semplice e immediata, senza criteri settoriali”. Oltre ai 32 miliardi impegnati nel decreto Sostegni, Draghi ha intenzione di proporre “al Parlamento, in occasione della presentazione del Documento di Economia e Finanza, un nuovo scostamento di bilancio“.

Il punto sui vaccini

Il premier fa poi un punto sulla bufera che ha travolto nelle ultime ore il vaccino anti-Covid di AstraZeneca. “Nella giornata di ieri, l’Agenzia Italiana del Farmaco ha bloccato un lotto di vaccini AstraZeneca, dopo la segnalazione di alcuni gravi eventi avversi – dice Draghi -. È una decisione precauzionale, in linea con quanto fatto in altri Paesi europei, e che dimostra l’efficacia dei sistemi di farmacovigilanza. Il parere dell’Aifa, condiviso dagli scienziati, è che non ci sia alcuna prova che questi eventi siano legati alla somministrazione del vaccino.”

In ogni caso, fa sapere Draghi, “di oggi è la conclusione del primo contratto tra un’azienda italiana e un’azienda titolare di un brevetto. Continueremo a sviluppare la capacità produttiva di vaccini in Italia“. E sempre sui vaccini “ad oggi, si vedono già i primi risultati di un’accelerazione. Solo nei primi undici giorni di marzo è stato somministrato quasi il 30% di tutte le vaccinazioni fatte fino all’inizio di questo mese: è il doppio della media dei due mesi precedenti. Il ritmo giornaliero attuale è di circa 170.000 somministrazioni al giorno. L’obiettivo è triplicarlo presto. Abbiamo già ricevuto 7,9 milioni di dosi – precisa il primo ministro – ma contiamo su una forte accelerazione nelle prossime settimane, anche a seguito della recente approvazione del vaccino Johnson & Johnson”.

Alessandro Della Guglia

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5 Commenti

  1. Stretta necessaria a chi?? Agli amici della finanza per finire di rovinare la piccola impresa indipendente e comperarsi a 2 lire quel poco che non hanno gia’ depredato grazie alle privatizzazioni degli anni 90 sempre di Draghi? E continuano con l’inganno a sequestrare in casa un intero popolo parlando di pandemia quando si tratta di una epidemia virale come tante altre del passato.Se cercate la definizione di pandemia questa si verifica quando si hanno dal 1 al 2 % dei morti in una popolazione in un anno .Per l’Italia sarebbe tra i 600 mila e 1.2 milioni di morti, cosa non avvenuta nemmeno da vicino.Non siamo di fronte alla peste ma a una deriva antidemocratica totalitaria della finanza che crea in forma privata ,dal niente e a costo zero il denaro con cui ci sottomettono.
    L’unica cosa positiva è che gli italiani si stanno svegliando e molti non credono piu’ alle frottole che propinano i media in mano a questi poteri occulti

  2. E’ impressionante sentire anche da Firma Facile che tutto gira intorno ad un virus !! Siamo nelle pesti sul serio.

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