Roma, 21 ago – Questa tornata elettorale potrebbe davvero presentare un vulnus democratico. No, non è il tanto paventato allarme fascista che il centrosinistra ha sbandierato ai quattro venti. C’è un problema di rappresentatività e di spazi pubblici, soprattutto per i partiti più piccoli. Tanto che un vecchio lupo della politica italiana come Clemente Mastella ha minacciato lo sciopero della fame.

Il duello Letta vs Meloni a Porta a Porta e gli esclusi dai dibattiti televisivi

A creare il casus belli è stato Bruno Vespa, il quale ha annunciato un dibattito televisivo tra Enrico Letta e Giorgia Meloni, ovviamente a Porta a Porta. Il confronto dovrebbe andare in onda il 22 settembre, quindi a ridosso del voto e del silenzio elettorale. Una sua ragion d’essere il duello sembra averlo, con Letta e Meloni a rappresentare non solo Pd e Fdi, ma un po’ tutto il centrosinistra ed il centrodestra.

L’annuncio ha, però, scontentato gli esclusi, fra tutti Giuseppe Conte e Carlo Calenda. Il leader di Azione ha chiesto l’intervento dell’Agcom (Autorità garante delle comunicazioni) e del Consiglio di amministrazione della Rai, tuonando come suo solito su Twitter: «Neanche in Russia la televisione pubblica organizzerebbe un confronto due giorni prima del silenzio elettorale escludendo due coalizioni». Sulla stessa lunghezza d’onda anche Conte, che ha affermato: «Apprendo da un’intervista di Bruno Vespa che da tempo Letta e Meloni lavorano a un accordo per fare un confronto da soli, a lume di candela, in prima serata in Rai, servizio pubblico. Come fossero le uniche due alternative per il Paese il 25 settembre. Questo accordo è stato evidentemente portato avanti escludendo le altre forze politiche fra cui la mia».

Oltre al dibattito del 22 settembre, la Rai aveva in programma altri due confronti, rispettivamente il 7 ed il 15 settembre. Due duelli in stile americano, uno tra Letta e Meloni, l’altro proprio tra Calenda e Conte.

Mentana propone uno scontro a quattro

Sulla questione è intervenuto anche Mentana cercando di capitalizzare la situazione. Il giornalista di La 7, ha proposto un dibattito a quattro. Una sorta di confronta finale, previsto in prima serata il 23 settembre con i leader dei quattro poli (leggasi Meloni, Letta, Calenda e Conte). Una proposta che non sembra risolutiva e nemmeno poi così bilanciata. In fondo, tre dei quattro protagonisti chiamati in causa hanno rischiato di finire tutti assieme in un campo largo e sono stati più o meno a lungo alleati. Insomma, si rischierebbe la sovrarappresentazione di una parte politica, solamente perché si presenta divisa.

Come se ciò non bastasse, in questo modo verrebbero esclusi i partiti maggiormente “antisistema”. A questi ultimi si era già presentato lo scoglio quasi insormontabile di una raccolta firme che doveva essere compiuta in brevissimo tempo e ad agosto, ora si ritrovano esclusi dal dibattito pubblico per motivi incomprensibili. Emblematico è il caso di Italexit di Paragone, che a livello di sondaggi elettorali non è troppo distante dalla coalizione di Renzi e Calenda.

Mastella minaccia lo sciopero della fame

A buttarsi a gamba tesa sul tema, è però un centrista e politico navigato come Clemente Mastella, che parteciperà alla tornata elettorale con il suo Noi di Centro: «Continua la petulante insistenza di alcuni segretari di partito di monopolizzare i dibattiti televisivi. Abbiamo prodotto ricorso agli organi competenti per evitare un ennesimo scempio democratico, uno tra i tanti di questa singolare campagna elettorale. Gli spazi dovrebbero essere dati in più a chi non ha ministri che pur dimissionari continuano a frequentare le Tv impazzando dovunque». Mastella arriva a utilizzare metodi pannelliani, minacciando lo sciopero della fame: «Le ragioni della democrazia impongono parità di accesso. Inizierò uno sciopero della fame se le regole dovessero essere disattese».

Michele Iozzino

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3 Commenti

  1. Mastella farà un po’ fatica a digiunare…, non è sostenuto da droghe anti-fame come i pannelliani ad hoc. Stia attento alla sua salute.

  2. tanto dopo due anni e mezzo di pandemenza recidiva e coattiva sono tutti colpevoli di tutti i reati ascritti dal Tribunale Dell’Essere Umano libero. Poi sai che novità dibattito di cosa che sono stati tutti insieme a fare decreti legge , leggi, e via pandemendo , punturando e minacciando!

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