Roma, 21 ago – Il binomio indissolubile di quest’estate sembra essere il Jova Beach Party e le polemiche. Anzi, ad ogni nuova tappa del concertone sulla spiaggia organizzato da Jovanotti si aggiunge un nuovo motivo di discussione.

La questione ambientale

La controversia sicuramente più consistente è sicuramente quella dell’impatto ambientale sull’ecosistema litoraneo dei Jova Beach Party. Ovunque andasse, le associazioni di ambientaliste si sono scagliate contro Jovanotti, a loro modo di vedere doppiamente colpevole: innanzitutto perché dei concerti di quelle dimensioni di certo non sono un toccasana per delle aree “fragili” come le spiagge, il secondo per la verniciatura “green” che il cantante ha sempre dato a questi eventi. Insomma, Jovanotti sarebbe stato accusato magari anche oltre le sue reali colpe per una sua ipocrisia di fondo. Quest’ultimo, evidentemente a corto di argomenti, ha rigettato le accuse al mittente parlando addirittura di “eco-nazisti”.

Anpas Toscana contro il Jova Beach Party: “Proposta economica non dignitosa”

Questa volta invece a far scoppiare il caso è Anpas Toscana, che ha fatto sapere non è intenzionata a effettuare il servizio sanitario per le tappe del Jova Beach Party previste per il 2 e il 3 settembre a Viareggio. La decisione è maturata perché l’offerta economica pervenuta dagli organizzatori non era sufficiente per le spese ed è stata ritenuta indecorosa.

Come spiega il presidente di Anpas Toscana, Dimitri Bettini: “Non ci saranno volontari delle Pubbliche Assistenze Toscane a effettuare il servizio sanitario all’interno dell’area di cantiere in spiaggia a Viareggio per l’allestimento dell’area dove si svolgerà il concerto di Jovanotti. E non ci saranno ugualmente all’interno dell’area stessa durante lo svolgimento del concerto”. Lo stesso Bettini spiega le motivazioni di tale scelta: “Sono stato informato dalle nostre associazioni della zona, che non intendono predisporre questi servizi che richiedono mezzi, personale specializzato e presenza nelle 12 ore diurne durante montaggio e smontaggio del palco e dell’area di concerto. Non lo faranno perché l’organizzazione si è presentata con una proposta economica che è stata ritenuta non dignitosa né adeguata per l’impegno e l’entità dell’attività da organizzare, che non serve neanche a ripagare il carburante per lo spostamento dei mezzi”.

Michele Iozzino

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