Simone Di StefanoRoma, 17 apr – In vista delle imminenti elezioni regionali, Simone Di Stefano ha annunciato che sarà il candidato alla presidenza della Regione Umbria con una lista di Sovranità. In un’intervista al Primato nazionale spiega perché ha preso questa decisione.

Di Stefano, come nasce la decisione di candidarsi in Umbria autonomamente?
Nasce dalla necessità di rappresentare in tutti i territori le istanze sociali, identitarie e radicali che fanno parte del progetto sovranista. Idee che sul piano nazionale sono poprtate avanti benissimo da Matteo Salvini, che per noi resta il leader da candidare contro Matteo Renzi. Purtroppo non dappertutto la sua voglia di cambiamento riesce ad arrivare con la forza necessaria. A volte il progetto sembra trovare in alcuni enti locali una maggiore lentezza di attuazione e una totale mancanza di coraggio politico. Si corteggiano i moderati quando la maggior parte degli italiani moderata non lo è più da tempo, anzi direi che è proprio incazzata, e se Salvini è riuscito a ottenere grande successo in questi mesi è proprio in virtù della sua radicalità.

La scelta del percorso autonomo si può ripetere anche altrove?
La nostra intenzione è sempre quella di sostenere il progetto di Matteo Salvini. Al centrosud stiamo ufficialmente in Noi con Salvini. Tuttavia dove non ci sono le condizioni non abbiamo problemi a presentarci da soli.

Il tuo rapporto con l’Umbria non nasce oggi, peraltro…
No, infatti, io sono cresciuto sui monti martani, i miei nonni si trasferirono da Roma ad Acquasparta per andare a lavorare alle acciaierie di Terni, quando ancora questa era una regione che dava lavoro e prosperità. L’Umbria merita tutto il nostro impegno e la nostra militanza, e noi non la abbandoneremo alla vecchia politica.

Quali sono i temi su cui vuoi spingere nel tuo programma per la regione?
Sicuramente lavoro e sicurezza. L’Umbria è una regione particolare, perché i suoi problemi sono emblematici di situazioni gravi anche a livello nazionale. Pensiamo alle acciaierie di Terni, con famiglie intere di operai abbandonate a se stesse per colpa di un governo asservito alla Ue a alle lobby finanziarie che intende procedere verso lo smantellamento del comparto siderurgico italiano. A Terni e non solo noi siamo da sempre in prima linea al fianco degli operai, in difesa del lavoro e della produzione italiana. Già a ottobre abbiamo portato la voce degli operai ternani sotto palazzo Chigi, dove abbiamo srotolato uno striscione con su scritto “Nazionalizzare le acciaierie per salvare Terni”.

Poi parlavamo del problema sicurezza…
Esatto. Ma è mai possibile che una città bella e ricca come Perugia sia una piazza di smercio di eroina fra le più importanti d’Europa? È possibile che in Umbria le statistiche per i decessi legati alla droga siano in totale controtendenza rispetto alle statistiche italiane? Il mercato perugino dell’eroina attrae consumatori dalle regioni limitrofe, e la quota di stranieri che muore in Umbria per overdose è nettamente più alta della media nazionale, nonché in costante aumento negli ultimi anni. La nostra candidatura è contro tutto questo.

Adriano Scianca

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2 Commenti

  1. Grande Di Stefano. esempio di coerenza ed orgoglio italiano.
    Purtroppo non sarà facile per lui nella nostra regione.
    Il voto in Umbria non è un ideale ma un abitudine. Il mio voto incondizionato ce l’avrà.

  2. Ho come e mail…….TERNI LIBERA che ho preso da Gianfranco Ciaurro e spero di cuore che si riesce a far finalmente un Cambiamento in……..UMBRIA la sinistra ha distrutto tutto !

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