Il Primato Nazionale mensile in edicola

1447248465493.JPG--berlusconi__meloni_e_salviniRoma, 24 giu – Che succede nella Lega dopo le elezioni amministrative andate decisamente malino? Un bel po’ di cose. Intanto riprende fiato la retorica padanista e anti-italiana. Umberto Bossi, che Salvini non lo può vedere ma che per un po’ aveva taciuto per rispetto dei buoni risultati del leader, è entrato a gamba tesa, sconfessando il progetto sovranista nazionale e delirando su centralismo, fascismo e chi più ne ha più ne metta. Giorni fa abbiamo mostrato quali siano gli orientamenti in merito degli setssi quadri di Noi con Salvini (nello specifico abbiamo parlato del senatore Centinaio, commissario di NcS nel Lazio che considera il Lazio una regione estera).



È la logica conclusione: nella Lega l’allargamento al Sud non è mai stato digerito, ma finché Salvini guadagnava punti su punti era difficile contestarlo. Ora che ha perso il tocco magico (e soprattutto ha smarrito la lucidità politica: vedi il tragicomico assist alla Raggi su Roma), i colonnelli gli si rivoltano contro. Adesso il Carroccio ha intenzione di ripartire da quella che è già stata definita la “Leopolda verde”, che si terrà domani in quel di Parma. La Lega farà il punto della situazione sul suo futuro. E lo farà con Forza Italia, invitata come ospite d’onore. I forzisti hanno accettato con una nota che parla in questi termini: “Un appuntamento che dovrà essere seguito da altri nell’ambito di un percorso condiviso che, facendo tesoro dei successi elettorali e delle esperienze condivise di governo, arrivi ad un programma comune concreto e convincente. Il centrodestra unito è l’unica alternativa di governo a Renzi e alla sinistra e, a partire dal referendum costituzionale, può e deve tornare a vincere”. Più chiaro di così…

Black Brain

Giorgio Nigra

Pivert casual italian brand

La tua mail per essere sempre aggiornato

4 Commenti

  1. Giorgio Nigra,
    Salvini mi sembra in buona fede.Ma per questo mi pare anche molto instabile.Unirsi a una come la Meloni è come minimo da ingenui non trova?Non ci serve un referendum per un’Italexit.Ci serve invece di rafforzare l’autorità e la politica nazionale.Ci serve un minimum di progetto nazionale.Un’impresa ardua,dura perchè di controtendenza.Salvini poi è un isolato.Maroni dall’alto controlla la situazione con ciò che resta della vecchia guardia.Abituati ormai a 20 anni di simbiosi con Forza italia.Stiamo messi molto male.Saluti.

  2. Poveri noi, il moderatismo è una malattia mentale dovuta alla senilità.
    D’altronde Berto Ricci diceva che “l’estremismo è l’eterno bisogno organico della gioventù degna di tal nome” – e noi siamo giovani e freschi.

  3. o Salvini rompe e va da solo e capitalizza nel lungo periodo o finisce all’angolo e dimenticato, ma manca il coraggio

  4. Temo anche io che Salvini, nel timore di perdere alleanze (e quindi voti) finirà per gettarsi da solo nella tana del lupo e giocarsi quella popolarità che negli anni addietro, bene o male era comunque riuscito a costruirsi.

Commenta