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svwAVE’ iniziata con il piede giusto l’avventura del neocommissario tecnico della nazionale italiana di rugby. Conor O’Shea è un irlandese dallo sguardo sicuro, dai modi gentili e non è il tipo a cui piace usare cento parole per esprimere un singolo concetto. Il giorno della presentazione ufficiale, si è presentato in conferenza stampa in tenuta sportiva, parlando in italiano (o per lo meno ci ha provato) e senza mezzi termini ha indicato la sua ricetta: lavoro duro, mentalità vincente, divertimento. È passato circa un mese dal giorno della sua prima conferenza stampa da allenatore dell’Italrugby, sicuramente è ancora presto per giudizi definitivi, ma senza ombra di dubbio l’impronta di O’Shea inizia a farsi notare. Nel primo test match del tour americano, in cui gli azzurri sono tuttora impegnati, contro i Pumas di Daniel Hourcade, L’Italia ha mostrato determinazione, ordine tattico e fame di vittoria. Il punteggio finale non è stato favorevole, ma l’esordio della nuova gestione è stato senza dubbio positivo. Nel secondo incontro, contro gli Stati Uniti, non abbiamo visto una nazionale bella come quella contro l’Argentina, anche se l’esito finale è stato positivo: punteggio finale 24-20 per gli azzurri.

La stampa italiana non è stata benevola nei confronti dei nostri ragazzi nel post gara contro gli USA, secondo noi però è positivo saper vincere anche e soprattutto quando si gioca male, è positivo saper soffrire e vincere pur non brillando. Potremo certamente sbagliarci, per carità, ma il partitone contro l’Argentina non ci è sembrato affatto un caso. Ora ci sarà la prova del nove contro il Canada, il terzo e ultimo test match del tour delle americhe potrà sicuramente darci qualche certezza in più. Conor O’Shea ha deciso di dare un importante cambio di rotta alla tre quarti, dando soltanto qualche ritocco al pacchetto di mischia, Carlo Canna sarà sostituito da Tommaso Allan come apertura, David Odiete viene spostato estremo, Angelo Esposito all’ala.

E’ sicuramente lungo il cammino, di questa nuova Italia un po’ “irish”, non possiamo aspettarci che da un giorno all’altro le cose cambino. Gli ultimi due 6 Nazioni sono stati deludenti, il popolo tricolore del rugby ha chiesto di cambiare, il cambiamento è in corso. Domenica 26 giugno alle 12.00 al BMO Field di Toronto (alle ore 18.00 italiane) gli azzurri avranno occasione di mostrare se davvero meritano la nostra fiducia. In ogni caso, per quanto ci riguarda, le vere critiche dovrebbero essere destinate tutte contro i media sportivi italiani, i quali sono sempre più colpevoli di tenere un movimento importante come il rugby italiano lontanissimo dai riflettori. Proprio ora che l’Italrugby avrebbe bisogno di promozione e sostegno, l’informazione nostrana preferisce parlare delle vacanze di Borriello o della dieta estiva della fidanzata del “tronista” in ferie. La realtà è questa, ma probabilmente è più importante parlare della moda stagionale e delle località chic scelte dall’atleta da copertina, piuttosto che parlare di SPORT.

Mauro Pecchia

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