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Roma, 20 ago  – Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della fondazione Univerde, riemerge per lodare Virginia Raggi e addirittura auspicando un secondo mandato per il sindaco pentastellato a Roma. E per chi si lamenta, ha un’idea: un app “contro” le buche.



Pecorario Scanio amicone della Raggi

“Nell’autunno del 2019, io, Virginia Raggi e l’economista Jeremy Rifkin siamo andati a cena in un ristorante a Roma. Ero un po’ deluso dei contenuti verdi della giunta grillina. “Roma è la capitale d’Italia, deve diventare più smart e ecologica!” le abbiamo spiegato”, ricorda Pecoraro Scanio in un’intervista a Repubblica. “Virginia – continua l’ex ministro per le Politiche agricole – voleva investire nell’innovazione ecologica. Siamo usciti da lì convinti della necessità di un green new deal“. “Ci ha messo un po’ di tempo” ammette il fondatore dei Verdi “ma ora finalmente ha varato il Paesc, il piano di azione per l’energia sostenibile e il clima”.

“Rifiuti? Colpa di Zingaretti”. E per le buche …

Il giornalista che lo intervista non manca di ricordare a Pecoraro Scanio che, new green deal o meno, i romani sono stufi e arrabbiati con la Raggi perché sono circondati da incuria  cumuli d’immondizia. “Anch’io mi lamento. Ma la responsabilità sui rifiuti va condivisa con la Regione Lazio. Sono sicuro che nel secondo mandato farà meglio”. Anche perché peggio è quasi impossibile, vien da dire. E intanto gli scooteristi maledicono le buche. “E’ vero. Ma finalmente ci sono i lavori! Voglio fare i complimenti a Virginia per averli affidati con appalti trasparenti, invece che a trattativa privata, come avveniva in passato”. “Ci vorrebbe un’app con cui ogni cittadino può controllare lo stato dei lavori in città. E magari anche verificare come sono stati spesi i soldi”.

E la Raggi diventa vittima di “attacchi sessisti”

Ma i complimenti di Pecoraro Scanio alla Raggi non finiscono qui: “Ha dimostrato grande tenacia, nonostante attacchi superiori alla norma, insulti sessisti e boicottaggi incredibili dalla sua stessa maggioranza”. Invece di interrogarsi sul perché il sindaco di Roma si sia trovato nel deserto dei Tartari nella stessa aula del Campidoglio, lui la promuove a pieni voti: “Nove per l’onestà e la capacità di contrastare i vari Casamonica, sette per la gestione e la scelta dei collaboratori…”. Tuttavia, Pecoraro Scanio nega di essersi sperticato in questo elogio perché mira ad un assessorato: “No, l’ho già fatto nell’1985, a Salerno, la mia città, quando fondai i Verdi”. E si definisce solo “sostenitore”.

Ilaria Paoletti

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