Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 14 apr – “Siamo in piena emergenza, non possiamo rischiare anche un incontrollato flusso dall’Africa”. Così Nello Musumeci, presidente della Regione Sicilia, denuncia i pericoli di una situazione che potrebbe precipitare. In un’intervista a Libero rilasciata ad Antonio Rapisarda, il governatore siciliano rivela che sta ricevendo “allarmate telefonate da sindaci e cittadini che temono l’incontrollata gestione della presenza di centinaia di migranti, sul piano della prevenzione sanitaria”.

Ma “la posizione mia e del mio governo è chiara, riteniamo che l’unica soluzione possibile di fronte al paventato arrivo di migranti con sbarchi autonomi sia la quarantena su una apposita, idonea nave ormeggiata in rada”. Una posizione che non sembra però condivisa dal governo giallofucsia. Nel frattempo però sono ripresi gli sbarchi quotidiani sulle coste siciliane. Musumeci dice di aver trovato “in 24 ore una nave per 488 posti, dotata di protocolli sanitari e di tutte le autorizzazioni”, eppure “non sappiamo ancora cosa abbia deciso lo Stato dopo la nostra proposta. E così non va bene: la leale collaborazione non può essere unilaterale. Il governo non perda altro tempo. Tra la mia gente c’è tanta tensione”.

Il cinismo dell’Ue

Se il governo non perde tempo, di sicuro lo prende. E così la tensione rischia di salire ulteriormente. Musumeci però tuona anche contro l’Unione europea: “Da uomo orgogliosamente di destra, prima ancora che da governatore, guardo al fenomeno migratorio sotto l’aspetto umanitario e organizzativo. E ho sempre denunciato – dice il presidente siciliano – il cinismo dell’Ue e la sua incapacità a dimostrare di essere anche un ideale, un valore e non solo una lobby finanziaria”. Musumeci non le manda a dire però neppure al premier Conte, giudicando “una caduta di stile” quanto da lui dichiarato durante l’ultima conferenza stampa. “Anche il capo di un governo ha il diritto di replicare alle opposizioni, che avevano avanzato giuste critiche, ma c’è un tempo e un modo per farlo, non mentre ci si rivolge alla nazione”, afferma il presidente siciliano.

Ritardi organizzativi

Sui numeri del coronavirus, impietosi in alcune regione italiane, Musumeci si mostra piuttosto ottimista pur mantenendo una certa cautela: “Se tentiamo raffronti con altre regioni – ammette – ci consideriamo in una posizione certamente non drammatica. Merito sia di un sistema sanitario che ha saputo reggere l’impatto e programmare l’evoluzione dell’epidemia. E merito pure di una comunità che ha saputo e voluto rispettare le regole del rigore e della rinuncia”. Il presidente siciliano rileva però che “i ritardi della unità di crisi centrale nella fase organizzativa, in termini di dispositivi, sono stati evidenti e hanno messo a rischio l’intero sistema operativo italiano”. Dunque “era necessario attrezzarsi in tempo”.

Alessandro Della Guglia

La tua mail per essere sempre aggiornato

1 commento

  1. Secessione subito!!!
    Lombardia e Veneto avrebbero fin troppe ragioni per staccarsi da questa repubblichetta delle banane.

Commenta