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Roma, 11 nov – Altra giornata nera per il trasporto nella Roma di Virginia Raggi. Questa mattina migliaia di pendolari e non hanno dovuto fare i conti con un malfunzionamento sia della metro B che della linea A. Ma a giudicare dai dati resi noti oggi, la situazione si è cronicizzata.

La Relazione sullo stato dei servizi

Secondo i dati della Relazione annuale sullo stato dei servizi pubblici locali del 2019 presentata questa mattina in Campidoglio alla presenza di Marcello De Vito, presidente dell’Assemblea capitolina è estremamente basso il voto dei romani in generale sulla qualità del servizio di Tpl di superficie, sotto la sufficienza, con un punteggio di 43,9% su 100.

Incendi, scarsa accessibilità, metro chiuse

“Il 2019 si chiude in chiaroscuro per il tpl romano: la chiusura delle stazioni metro e l’accessibilità delle stesse, gli episodi di incendio o principio di incendio sui bus, la non piena utilizzabilità dei parcheggi di scambio sono alcuni dei disservizi che hanno riguardato la mobilità pubblica e collettiva della Capitale” si legge nella redazione.

Divario tra servizio programmato e effettivo

“Per quanto riguarda Atac  le attività di controllo sui titoli di viaggio evidenziano dal 2017 al 2018 un aumento dei verbali elevati (+15%), a fronte di un pari aumento del personale addetto alle verifiche a bordo dei mezzi. Nel 2018 il divario tra il servizio programmato e quello effettuato è stato del 17% per le linee di superficie da parte di Atac, e del 13% da parte di Roma TPL“.

Atac, mancati ricavi per 263 milioni

“In quello stesso anno le corse soppresse sulle tre linee A, B/B1 e C in particolare per mancanza di materiali di ricambio erano state più di 112mila, per poi ridursi di quattro volte nel 2018. In forte aumento, invece, il numero di corse perse sul servizio di superficie per entrambi i gestori: negli ultimi cinque anni sono triplicate per Atac (1,65 mln nel 2018, circa 4.380 in media al giorno); nello stesso intervallo di tempo, il numero di corse perse da parte di Roma TPL è aumentato di quasi sette volte. Le corse soppresse non sono solo un disservizio per gli utenti ma anche una perdita sul bilancio del gestore: per Atac si stima che i mancati ricavi per la programmazione non rispettata ammontino a 263 milioni di euro dal 2015, anno di entrata in vigore dell’attuale CdS, 66 milioni solo nel 2018″. Ma alla relazione piace vedere il lato positivo. I famigerati nuovi bus e “le informazioni fornite in tempo reale da Atac attraverso Twitter” che secondo la relazione “fanno registrare per il 2019 una sensibile diminuzione di ‘linee disattivate per guasto vetture'”. Cosa appena accaduta questa mattina con un servizio a lumaca e i laconici tweet di InfoAtac che purtroppo non sostituiscono una metro dignitosa per i romani.

Ilaria Paoletti