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Roma, 11 dic – Lo scorso aprile, un 23enne clandestino nigeriano, fu arrestato a Brescia con l’accusa di aver violentato una bambina di appena 3 anni. La piccola era vicina di casa dell’irregolare africano e lo stupro era stato certificato dai rilievi effettuati dai medici. Una vicenda agghiacciante di cui avevamo parlato su questo giornale. Adesso però è arrivata la condanna per l’autore dell’indicibile violenza, imprigionato nel carcere di Pavia: 2 anni e 8 mesi con rito abbreviato, dopodiché verrà espulso dal territorio italiano.



Prove schiaccianti

A incastrare il 23enne nigeriano è stato l’esame del Dna. Dagli esami clinici condotti in laboratorio ed effettuati sui campioni biologici prelevati sotto le unghie dell’africano, sono infatti emerse le prove schiaccianti della sua colpevolezza. Il clandestino, per evitare di essere condotto in carcere dai carabinieri, aveva tentato anche una strenua resistenza al fermo.

Durante poi le fasi dell’interrogatorio e del processo, si era sempre professato innocente. I medici del pronto soccorso pediatrico degli Spedali Civili di Brescia avevano però confermato subito le violenze avvenute nei confronti della piccola. Ora l’esame del Dna ha definitivamente incastrato il nigeriano.

Alessandro Della Guglia

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3 Commenti

  1. 2 anni e 8 mesi per lo stupro di una bambina di 3 anni???? Danno di più a chi ruba due mele, ah certo il mostro in questione é un nigeriano, ah beh, allora!! Che merda di sistema giudiziario!
    La cosa più ridicola è che al termine della pena il merdoso dovrebbe essere espulso, ma Voi ci credete?????

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