Roma, 10 feb – Inchiesta Open, Matteo Renzi come Silvio Berlusconi: è scontro con le toghe dell’Anm che accusano il leader di Iv di delegittimare la magistratura. La giunta del sindacato dei giudici replica duramente a Renzi che, dopo la richiesta di rinvio a giudizio per il caso dei finanziamenti Open, ha denunciato penalmente i pm che lo accusano.

Open, Anm contro Renzi: “Mira a delegittimare i magistrati”

“Le parole del senatore della Repubblica Matteo Renzi, pronunciate non appena ha appreso della richiesta di rinvio a giudizio per la vicenda Open, travalicano i confini della legittima critica e mirano a delegittimare agli occhi della pubblica opinione i magistrati che si occupano del procedimento a suo carico”, è l’attacco dell’Associazione nazionale magistrati. I pm che hanno chiesto il processo nei confronti di Matteo Renzi “hanno adempiuto il loro dovere, hanno formulato una ipotesi di accusa che dovrà essere vagliata, nel rispetto delle garanzie della difesa, entro il processo. E non è tollerabile che siano screditati sul piano personale soltanto per aver esercitato il loro ruolo”. Lo scrive la giunta dell’Anm in una nota ufficiale.

Sembra uno degli storici scontri tra toghe e Berlusconi

“I pubblici ministeri – aggiunge l’Anm – sono stati tacciati di non aver la necessaria credibilità personale in ragione di vicende, peraltro oggetto di accertamenti non definitivi o ancora tutte da verificare, che nulla hanno a che fare con il merito dei fatti che gli sono contestati”. Le toghe sottolineano che “questi inaccettabili comportamenti, specie quando tenuti da chi riveste importanti incarichi istituzionali, offendono i singoli magistrati e la funzione giudiziaria nel suo complesso, concorrendo – conclude l’Anm – ad appannarne ingiustamente l’immagine di assoluta imparzialità, indispensabile alla vita democratica del Paese”. Insomma, sembra proprio di assistere a uno degli storici scontri tra Berlusconi e le toghe politicizzate.

Il leader di Iv: “Io sono innocente e spero lo siano anche i giudici”

Dal canto suo, Renzi afferma: “Io sono innocente e spero che siano innocenti anche i giudici. E per verificarlo ci siamo rivolti ai giudici, perché io mi fido dei giudici, ma non di tutti. Questa battaglia è giuridica, non è fallo di reazione. Ci sono due modi di reagire. Il primo modo di reagire è quello berlusconiano, urlare allo scandalo. Il secondo è avere fiducia nella magistratura, aspettare. Ma neanche fare il buonista, e dire il tempo è galantuomo. Ora ho cambiato idea, perché tutti sanno che finirà tutto nel nulla”. Così il leader di Iv ai microfoni di Radio Leopolda. “Non voglio stare per i prossimi cinque anni a parlare di Open, ecco perché dico che il tempo del buonismo è finito. I magistrati hanno sbagliato? Lo decideranno altri magistrati”, ribadisce l’ex segretario del Pd.

“I pm sono cascati male, basta buonismo: ora reagisco”

“La mia vita è stata scardinata con un dolore personale e familiare che non auguro al peggiore nemico e l’Anm è stata sempre in silenzio”, fa presente Renzi ora che le toghe si stracciano le vesti. “L’appannamento della funzione del magistrato non dipende da quello che dice Renzi ma da quello che fa un magistrato. Se fa un atto sessuale il Csm ti dà due mesi in meno di anzianità, se lo fa un cittadino si prende anni di galera”. I pm “sono cascati male, se c’è uno che non si tira indietro sono io. Basta buonismo, ora reagisco”, avverte l’ex premier.

“Io i soldi li ho portati e all’epoca di Open il partito l’avevo già scalato da un anno”

“A Conte e a Grillo, i Pm di Milano e Roma non hanno tolto i cellulari, hanno utilizzato uno stile diverso da quelli di Firenze. Uno di loro si occupa a tempo pieno della famiglia Renzi: prima che diventassi premier eravamo una famiglia rispettabile, ora sembriamo un’associazione di gangster”, sottolinea Renzi ai microfoni di Radio Leopolda. “Bersani ha preso i soldi di Riva per fare la campagna elettorale, faccia mea culpa. Io i soldi li ho portati”, precisa Renzi. “Io all’epoca di Open il partito lo avevo già scalato da un anno. Il partito l’ho scalato non perché avevo i soldi, ma perché avevo il consenso, perché avevano perso le elezioni”, precisa Renzi.

“Il 5 aprile pubblico un libro su ciò che è accaduto in Italia”

Il contrattacco del leader di Iv peraltro è anche editoriale (ora che vanno di moda i libri alla Palamara). “Il 5 aprile, dopo la sentenza del Gup perché io rispetto la legge, pubblico un libro su ciò che è accaduto in Italia, le violazione di legge, le stranezze, perché è bene lasciare traccia di tutto“, annuncia Renzi a Radio Leopolda. “Io mantengo il sorriso ma rispondo colpo su colpo”, conclude.

Adolfo Spezzaferro

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