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Milano, 30 set – L’incontro con Greta? “E’ andato benissimo, stiamo lavorando per un futuro migliore”. Così Mario Draghi al centro congressi Mico di Milano, in occasione dell’apertura della Pre Cop26. Parole al sapor di miele e che fanno in qualche modo ombra a quanto accaduto stamani nel capoluogo lombardo dove sono spuntati i centri sociali. Il clima che si respirava non era propriamente disteso, con gli “i giovani attivisti” che puntavano a bloccare la strada da cui sarebbero passati il primo ministro e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.



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Milano, centri sociali alla guerra climatica

I portavoce della questura di Milano, come riportato da Il Giorno, riferiscono che una quarantina circa di attivisti della “Climate justice platform”, hanno cercato di intralciare l’ingresso alle delegazioni e alle autorità in arrivo. Tentativo fallito soltanto perché sul posto c’era un ingente dispiegamento di forze dell’ordine che ha impedito pure ai contestatori di accedere alla struttura. Il tutto condito da scontri tra manifestanti e polizia. A protestare era insomma la Climate Justice Platform, in comunione con gli antifà dei centri sociali.

Gli antifà del clima 

E per capire l’orientamento politico dei contestatori basterebbe leggere quanto da loro scritto su Facebook: “Sono ancora in corso i blocchi stradali che stanno rallentamento e di fatto fermando l’arrivo dei potenti al MiCo, dove oggi iniziano i tavoli blindati della PreCOP26. Le forze dell’ordine fin da subito si sono dimostrate aggressive, circondando e caricando gli/le attivistə che pacificamente si opponevano all’arrivo di chi devasta diritti e pianeta nel nome del profitto”.

Tono e vezzi linguistici sono piuttosto inequivocabili. Poi sono spuntati pure altri “giovani attivisti”, quelli di Lume – Laboratorio universitario metropolitano”, che hanno deciso di bloccare il traffico all’altezza di Amendola. Cos’è questo “Lume”? Solita targa antifascista, no tav e centri sociali.

Alessandro Della Guglia



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