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Roma, 6 ago – Il braccio di ferro tra Lega e M5S sulla Tav sta per concludersi, o almeno così dovrebbe essere vista la votazione prevista per domani in Senato. Le due forze di maggioranza continuano a scontrarsi sul tema e come noto non hanno trovato un accordo. Così i pentastellati provano ad appellarsi al Parlamento, mossa che sembra però soltanto di facciata, per non rinnegare le proprie posizioni di fronte agli elettori. L’esito del voto infatti pare scontato, visto che quasi tutti a parte i Cinque Stelle sono favorevoli alla Tav. Non è escluso però che last minute le opposizioni decidano di tentare uno sgambetto al governo.



“Noi voteremo la nostra mozione convintamente, è un regalo da 2,2 miliardi a Macron, sappiamo che il Pd voterà ‘sì’ con la sua mozione e vediamo cosa succederà in Senato domani”, ha detto Luigi Di Maio. “Se leggete la mozione, è un atto di impegno al Parlamento che è l’unico che può fermarlo, Conte ha detto che il governo non può farlo, il Parlamento sì. Una mozione che impegna il Parlamento non vedo cosa c’entri con il governo”, ha poi precisato il vicepremier. Dunque il leader dei Cinque Stelle ribadisce che, comunque vada, il governo non cadrà sulla Tav.

“La mozione verrà bocciata”

Si tratta in ogni caso di un altro test per l’esecutivo, con la Lega che si oppone fermamente alla mozione presentata dai pentastellati: “Una mozione del genere non si è mai vista. Una mozione che impegna il Governo e non il Parlamento non so neanche quanto sia ricevibile dal punto di vista tecnico. Non si è mai visto il Parlamento che impegna se stesso. Il problema qui sul Tav è politico. La discussione è futile perché tutti i lotti sono già sotto procedura di gara. Una cosa importante l’abbiamo fatta ovvero ridurre il carico per l’Italia. Fermarla però non è possibile. La mozione che discuteranno domani è un modo dei 5 Stelle per giustificarsi di fronte ai propri elettori e per dire che gli altri sono brutti e cattivi. La mozione se la vedranno bocciare e poi alzeranno le braccia”. A dichiararlo, ai microfoni di Radio Cusano Campus, è Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera.

Calenda si appella al Pd

Intanto Carlo Calenda lancia un appello alle opposizioni e in particolare al suo partito, il Pd: “Domani il Governo potrebbe cadere se passa la mozione M5S contro la Tav. Tutte le opposizioni devono fare in modo che i due buffoni di Luigi Di Maio e Matteo Salvini se la vedano fra loro. Basta, il Paese ha bisogno di essere liberato. Fateli cadere”. Secondo Calenda qualunque altra opzione è da considerarsi un regalo all’esecutivo: “Se invece le opposizioni decideranno di fare altro, di presentare mozioni e fare iniziative stravaganti, allora avremo salvato questo governo”.

Alessandro Della Guglia



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