Città del Vaticano, 20 lug – Nell’ambito del caso Emanuela Orlandi, via agli esami dei materiali ossei trovati nel Cimitero Teutonico. L’avvocato della famiglia Orlandi, Laura Sgrò, e il genetista Giorgio Portera, sono entrati questa mattina all’interno del cimitero del Vaticano dove sono stati avviati gli esami e la repertazione dei materiali ossei contenuti nei due ossari individuati sotto la pavimentazione di un’aerea all’interno del Pontificio Collegio Teutonico. Il portavoce del Vaticano Alessandro Gisotti ha fatto sapere che i resti, nell’ambito della vicenda della Orlandi – la ragazza di 15 anni, figlia di un commesso della Prefettura della casa pontificia, scomparsa misteriosamente a Roma il 22 giugno 1983 – vengono esaminati “in loco” alla presenza del perito di fiducia della famiglia Orlandi.

“I resti potrebbero essere delle due principesse”

“Alle 9 di stamani – spiega Gisotti in una nota – sono iniziate regolarmente le operazioni al Campo Santo Teutonico nell’ambito delle incombenze istruttorie del caso Orlandi. Come indicato nel decreto del Promotore di Giustizia dello Stato della Città del Vaticano, le operazioni riguardano due ossari individuati in un’area attigua alle tombe della Principessa Sophie von Hohenlohe e della Principessa Carlotta Federica di Mecklenburgo”. I resti potrebbero appartenere alle due principesse.
“I resti – spiega Gisotti – vengono analizzati e studiati in loco già in queste ore dal prof. Giovanni Arcudi e dal suo staff – alla presenza del perito di fiducia nominato dalla Famiglia Orlandi – secondo protocolli riconosciuti a livello internazionale. Non è possibile prevedere, al momento, i tempi di durata per concludere tali operazioni al fine di completare l’analisi morfologica dei resti ritrovati negli ossari“.

La petizione in piazza: “Chiediamo verità e giustizia”

In piazza del Sant’Uffizio questa mattina sono arrivati anche Sandro Masetti, Renata Grattoni e Cinzia Di Florio, tre amici di Pietro Orlandi e attivisti della pagina Facebook “petizione.emanuela@libero.it”: “Noi vogliamo il dossier, chiediamo verità e giustizia. Se oggi non si troverà nulla nel cimitero noi continueremo. Emanuela Orlandi è diventata il simbolo di tutti gli scomparsi. Pietro dà luce a chi vive nella disperazione”. “Sono 36 anni che aspettiamo la verità – ribadisce Masetti – quando il Vaticano vede questa maglietta sulla quale è ritratta Emanuela, se deve senti’ male”.

Ludovica Colli

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