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Roma, 5 mar –  La chiusura delle scuole potrebbe essere prorogata. Nell’Italia in quarantena per l’emergenza coronavirus si viaggia a vista, e tutto sembra possibile. Il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli spiega che “è stata fatta una scelta di sospendere fino al 15 marzo” le scuole, “con la possibilità di riconsiderare e rimodulare la scelta in base a quello che sarà lo scenario epidemiologico che andremo a verificare giorno per giorno“. Insomma, non si esclude la possibilità di un allungamento della misura. “Potrebbe configurarsi questa eventualità” ha risposto Locatelli a chi gli chiedeva se fosse ipotizzabile un allungamento dei tempi.

Restano le incertezze degli esperti sulla reale efficacia della chiusura

Le decisioni del governo, tra cui la sospensione delle scuole, “sono coerenti” ma restano le incertezze del mondo scientifico “sulla reale efficacia in termini di contenimento della diffusione del coronavirus”. È il quadro emerso nel corso della conferenza stampa alla Protezione civile di Locatelli e Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss). “Le misure che il Dpcm propone a noi cittadini – afferma Brusaferro – vanno nella direzione di contenimento della circolazione del virus”. Per Locatelli, tuttavia, “ci si muove in un quadro epidemiologico ed infettivologico totalmente nuovi” e pertanto “non ci sono evidenze scientifiche in termini di contenimento del virus derivanti dalla chiusura della scuola e sui tempi scelti“. Tuttavia, “è un sacrificio che va fatto”.

Galli (Sacco di Milano): “Possibile che le scuole facciano da amplificatore”

Anche Massimo Galli, primario infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano, le scuole andavano chiuse, “anche se è evidente che non essendoci precedenti è facile dire che non ci sono dati provati che sostengono una misura come questa”. Intervenuto ai microfoni di Sky Tg24. Galli ha spiegato che “ci sono alcune evidenze: ad esempio bambini e adolescenti che stanno benissimo, ma hanno l’infezione e trasmettono il virus; di questo dovremo capire il perché. E’ quindi possibile che le scuole facciano da amplificatore. Inoltre se si bloccano le scuole si bloccano molti dei movimenti per le città in ore di punta con mezzi di locomozione affollati”.

Ludovica Colli

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