Roma, 12 gen – “Renziani manipolo di anti-italiani assetati di potere e di poltrone“: parola di Alessandro Di Battista (M5S). Sulla sua pagina Facebook, l’ex deputato grillino ma tuttora riferimento per i pentastellati “duri e puri” va all’attacco del leader di Iv. “Se Renzi apre la crisi mai più al tavolo con questi meschini politicanti“, tuona Dibba. Che dire: da quale pulpito viene la predica.



Di Battista attacca i renziani citando i morti per Covid

Da quando i cosiddetti renziani – ovvero un mediocre manipolo di politicanti assetati di potere e poltrone – hanno aperto, ovviamente solo sui giornali, la crisi di governo, sono morte, di Covid, 16.570 persone. 16.570 persone che oggi ricevono meno spazio delle dichiarazioni del mediocre manipolo. I morti si trasformano in fantasmi o, cosa ancor più indecente, in vessilli da sbandierare per volgari speculazioni politiche. ‘Sono morti tanti medici, prendiamo il Mes’ dicono i renziani. Che squallore”. Così Dibba chiama in causa i morti per coronavirus, da contrapporre alla sete di potere dei renziani.

Dibba attacca Renzi sul Recovery plan

“Lo scorso 11 dicembre”, prosegue l’esponente pentastellato, “mentre il presidente del Consiglio battagliava a Bruxelles per ottenere più denari per il nostro Paese, Renzi, pieno di livore e frustrazione, apriva, di fatto, sulle pagine di El Pais, la crisi di governo mediatica. Oggi, l’anti-italiano in questione, ha parlato al Frankfurter Allgemeine Zeitung infangando, ancora una volta, il Paese che, oltretutto, lo mantiene, con denaro pubblico, dal 2004″, è l’accusa di Dibba. “‘Non sprecherò 200 miliardi di euro‘ ha dichiarato l’oculato da Rignano”, fa presente in merito al Recovery plan. “Traduzione? Quei 200 miliardi vanno gestiti dai soliti noti, dalle lobbies di sistema, non da persone lontane da certi ambienti come gli esponenti del Movimento“, dice convintissimo. Grillini “criticabili per carità, ma perbene e rispettosi del denaro pubblico come nessun altro”, sostiene l’ex deputato grillino. L’impressione è che parli a un M5S che non esiste più, visto che da quando è al governo è più che aggrappato a poltrone e stipendi.

“Se Renzi apre crisi di governo, Movimento mai più al governo con lui”

Ma Dibba prosegue a testa bassa e si rivolge ai suoi: “Non so quel che farà o meno nelle prossime ore il manipolo di anti-italiani. Mi interessa quel che farà il Movimento. Ebbene io credo che se i renziani dovessero aprire una crisi di governo reale in piena pandemia, nessun esponente del Movimento dovrebbe mai più sedersi a un tavolo, scambiare una parola, o prendere un caffè con questi meschini politicanti. Figuriamoci farci un altro governo insieme“, chiosa. Che poi è la stessa manfrina recitata pure da Vito Crimi, il capo politico del M5S, secondo il quale se Renzi dovesse aprire la crisi non sarà mai più al governo con i grillini.

Qualcuno dica a Dibba che il Movimento a cui si rivolge è perfettamente integrato con il Palazzo

Ora le cose sono due. O tra i pentastellati sono tutti ingenui come Di Maio, che dice che la crisi è inspiegabile e che non ci sono alternative a Conte premier. Oppure queste uscite da “duri e puri” trovano il tempo che trovano. Visto e considerato che i grillini sono passati da “mai con il Pd” a fare un governo con il Pd. Peraltro con lo stesso premier del governo Lega-M5S. Fatto di cui si fregia con orgoglio Di Maio. Ecco, se Dibba è quello intelligente tra i due, qualcuno gli dica che si sta rivolgendo a un Movimento che ora si è perfettamente integrato con il Palazzo. E che non ci crede nessuno, quando lui, i Di Maio o i Crimi della situazione giocano a fare i grillini tutti di un pezzo. Finiti da un pezzo.

Adolfo Spezzaferro

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