Roma, 19 feb – La base pentastellata ha detto no all’autorizzazione a procedere per il vicepremier Matteo Salvini in relazione al caso Diciotti. Il governo Lega-M5S ora è più compatto e si allontana lo spettro di una crisi.

Il ministro dell’Interno ringrazia: “Manderò un sms a Luigi Di Maio, lo ringrazio per la correttezza. In democrazia il popolo è sovrano. I 5 Stelle sono stati sempre duri, ma per altri tipi di reati: di solito i parlamentari venivano processati per truffa, corruzione. Questo era un atto politico per il bene degli italiani, ne ero convinto io ed anche la maggioranza dei loro elettori”.

“Li ringrazio per la fiducia prosegue Salvini – ma non è che sono qui a stappare spumante o sarei depresso se avessero votato al contrario. Sarei stato disponibile ad affrontare anche qualsiasi altro voto, non ho problemi”.
“Se uno ha la coscienza a posto, come ce l’ho io, non vive con l’ansia”, conclude ribadendo: “Per me il governo non era e non è in discussione. Il governo va avanti, punto“.

Il voto online

“Il voto sulla piattaforma Rousseau si è concluso con il 60 per cento di voti contrari al processo e il 40 per cento favorevoli. “Hanno votato in 30.948, il 59,05% a favore del ministro dell’Interno e contro 21.469 (40,95%). La maggioranza ha pertanto deciso che il fatto è avvenuto per la tutela di un interesse dello Stato, quindi deve essere negata l’autorizzazione a procedere.

Di Maio ringrazia gli iscritti

“Grazie a tutti i 52.417 iscritti che oggi hanno partecipato alla votazione online su Rousseau. Far votare i cittadini fa parte del nostro Dna, lo abbiamo sempre fatto come accaduto per il contratto di Governo, per la scelta dei nostri parlamentari o per i programmi. L’altissimo numero di votanti dimostra anche questa volta che Rousseau funziona e si conferma il nostro strumento di partecipazione diretta“, ha commentato a caldo il vicepremier Luigi Di Maio.

“Con questo risultato – aggiunge il vicepremier – i nostri iscritti hanno valutato che c’era un interesse pubblico nella vicenda Diciotti e che era necessario ricordare all’Europa che c’è un principio di solidarietà da rispettare. Sono orgoglioso di far parte dell’unica forza politica che interpella i propri iscritti, chiamandoli ad esprimersi. Presto ci saranno votazioni anche sulla nuova organizzazione del MoVimento 5 Stelle”.

L’attacco ai sindaci dissidenti

Quando i sindaci si fanno strumentalizzare mi cadono le braccia, perché noi lavoriamo assieme“. E’ il senso del ragionamento espresso dal capo politico del M5S Di Maio. Il riferimento è ovviamente alle dichiarazioni di Nogarin, Raggi e Appendino sul caso Diciotti: i sindaci di Livorno, Roma e Torino avevano chiesto di votare sì perché Salvini secondo loro andrebbe processato.

L’ex M5S De Falco all’attacco

Si tratta di una vittoria morale e politica di quel 40% del Movimento che non si fa strumentalizzare dalla potenza della macchina della propaganda”. Lo scrive su Facebook il senatore Gregorio De Falco, espulso dal M5S per “reiterate violazioni del codice etico”.

Zingaretti: “Venduti per quattro poltrone”

Duro il commento del governatore del Lazio e candidato alla segreteria Pd Nicola Zingaretti al termine delle consultazioni: “Con la finta consultazione di oggi su Salvini, i capi grillini hanno venduto l’anima del movimento per 4 poltrone #piattaformarousseau”.

Oggi il voto della Giunta del Senato

Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia e presidente della Giunta per le Immunità, che si riunirà oggi pomeriggio per votare il caso del vicepremier Salvini, indagato per sequestro di persona per il caso Diciotti.

In due ore si arriverà al voto, con scrutinio palese“, ha detto, sottolineando che la Giunta non sempre si esprime come la Commissione. “Non c’è un vincolo, ognuno è libero di votare come vuole”, ha detto.

La seduta – ha spiegato Gasparri – si aprirà alle 13:30 con una mia breve replica. Il voto avverrà per alzata di mano, sia in Giunta sia in aula nel voto successivo”.

“Il voto della Giunta – ha poi aggiunto – è un voto istruttorio, fatto con un’analisi più approfondita. Poi i colleghi d’aula possono anche leggere tutte le carte”.

Certo, dopo il voto online, i senatori pentastellati voteranno no all’autorizzazione. Pertanto, salvo sorprese davvero improbabili, il leader della Lega non sarà sottoposto a processo.

Adolfo Spezzaferro

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