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Roma, 24 giu – Con l’addio della senatrice dissidente Paola Nugnes, a perdere pezzi non è solo il Movimento 5 Stelle ma anche la maggioranza tutta, che ora al Senato ha un margine pericolosamente risicato. Lo strappo si è consumato dopo un botta e risposta con il capo politico del M5S Luigi di Maio che aveva minacciato la sua ex compagna di partito: “Oggi leggo che la senatrice Paola Nugnes vuole lasciare il Movimento 5 Selle anche perché reputa la legge che taglia 345 parlamentari, una legge anti democratica. Se si vuole tradire una promessa, bisognerebbe dimettersi non passare al Misto“. Ma la dissidente ha ribattuto: “Altro che riduzione dei parlamentari la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’acqua”, commenta in un tweet.



Nugnes: “Impossibile qualsiasi critica costruttiva”

In due interviste – alla Verità e al Manifesto – la Nugnes ha lamentato che “dopo un anno devo constatare che qualsiasi critica costruttiva è diventata impossibile. Ogni aspetto della vita del Movimento, dentro e fuori dal Parlamento, è sottoposto alla volontà del capo politico e per questo, dopo più di dieci anni, lascio i 5 Stelle“. Di Maio dal canto suo accusa il colpo e si affretta a rassicurare i suoi: “I numeri per la maggioranza sono ben saldi, in giunta per le elezioni al Senato stiamo per dare l’ok all’ingresso di due nuovi senatori: il seggio del Movimento in Sicilia mai assegnatoci e il seggio della Lega in Emilia Romagna a seguito della vittoria di un ricorso”.

Ora a Palazzo Madama la maggioranza è a rischio

In realtà, al Senato, la maggioranza è a rischio. Dopo l’addio della Nugnes il governo attualmente conta 164 parlamentari, ossia soltanto tre voti sopra la maggioranza di 161: 58 per la Lega e 106 per il M5S. Vantaggio che potrebbe assottigliarsi ulteriormente, se la procedura di espulsione nei confronti della senatrice pentastellata Elena Fattori dovesse completarsi. Dal canto suo, la Fattori ha ribadito la sua insofferenza verso la linea politica dei pentastellati. A quel punto, la maggioranza verdegialla si reggerebbe su solamente due voti di scarto.

I 5 Stelle rischiano di perdere altri pezzi

Di Maio peraltro rischia di perdere ulteriori pezzi. Infatti altri due senatori, Vincenzo Presutto e Vilma Moronese starebbero valutando la possibilità di dire addio al Movimento. Ebbene, se dovessero lasciare il M5S, il governo Conte non avrebbe più la maggioranza a Palazzo Madama. A quel punto dovrebbe sperare, come già accaduto sulla legittima difesa e sul caso Diciotti, nel soccorso di Fratelli d’Italia (che ovviamente batterebbe cassa, imponendo un mini rimpasto). Va ricordato, infine, che ad oggi la maggioranza può reggersi anche grazie ai voti di due senatori espulsi dal M5S per il caso dei mancati rimborsi: Maurizio Buccarella e Carlo Martelli.

Adolfo Spezzaferro

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1 commento

  1. Si è dimessa completamente o è passata al fritto misto?
    Se l’opzione è la seconda le sue motivazioni politiche valgono nulla.

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