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Roma, 2 mag – Tra poche ore entrerà in vigore il Dpcm sulla cosiddetta fase 2 (che fase 2 non è, visto che prosegue la serrata generale e restano le restrizioni sugli spostamenti) e dal governo si attendono chiarimenti su tutta la linea: dal modulo di autocertificazione ai congiunti, alle mascherine. Entro domani a mezzanotte Conte deve spiegare che cosa dice il suo Dpcm, visto che le regioni stanno interpretando ognuna a modo loro con ordinanze a loro volta diverse tra loro. L’ufficio legislativo di Palazzo Chigi potrebbe fare alcune correzioni al testo prima della pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale oppure pubblicare le Faq (risposte a domande frequenti) sul sito del governo. Il problema è che le Faq a volte non sono sufficienti a sciogliere i dubbi sulle disposizioni. Inoltre, poiché il ministero dell’Interno invierà a prefetti e questori la circolare per effettuare i controlli sul rispetto delle nuove norme, il governo deve fornire chiarimenti per evitare che i cittadini incappino nelle multe semplicemente perché non hanno capito cosa è vietato e cosa è permesso.



La querelle sui congiunti

Come è noto, il nuovo provvedimento prevede che si possa uscire per quattro motivi: lavoro, salute, necessità, visita ai congiunti. Conte, dopo le polemiche sull’esclusione di tutti i rapporti che non comprendessero parenti e coniugi, ha chiarito che tra i congiunti sono compresi gli affetti stabili. Ma il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri ha complicato le cose dicendo che la definizione comprende anche gli amici. Dunque nel testo o nelle Faq si dovrà inserire la lista ufficiale definitiva dei congiunti ai quali si può fare visita. Altra questione, per motivi di privacy non dovrà essere indicata nel modulo l’identità dei congiunti. Anche su questo aspetto si attende un chiarimento ufficiale.

Spostamenti nella regione

Nel decreto in vigore dal 4 maggio gli spostamenti sono consentiti all’interno della regione dove si vive. Dovrà essere chiarito se le visite ai congiunti che vivono fuori dal proprio comune di residenza devono svolgersi in giornata o se invece si può rimanere più di un giorno. Sono consentiti gli spostamenti all’interno della propria regione e il ritorno presso il domicilio. Si dovrà dunque chiarire se rimane il divieto di trasferirsi presso le seconde case.

Passeggiate e sport all’aria aperta

Secondo il decreto si può andare a passeggiare anche lontano dalla propria abitazione. Dunque si deve chiarire se è necessaria l’autocertificazione, che a rigor di logica non dovrebbe servire. Inoltre il Dpcm consente attività motoria all’aperto anche lontano dalla propria abitazione e senza autocertificazione. Si deve chiarire se ci saranno limitazioni. Se per esempio sarà possibile prendere la macchina per andare a fare attività fisica in un dato posto. In ogni caso, l’orientamento del Viminale è quello di non stampare un nuovo modulo e consentire ai cittadini di utilizzare il vecchio modulo per l’autocertificazione, inserendo la visita ai congiunti tra le possibili “necessità”. Ma Palazzo Chigi dovrà confermare che le correzioni sul vecchio modulo sono valide.

C’è grande confusione, a livello locale e a Palazzo Chigi

Fino a quando Palazzo Chigi non chiarirà questi aspetti della fase 2, i cittadini sono sempre più confusi. Anche a causa delle varie ordinanze regionali. In Sicilia per esempio da domani sarà possibile trasferirsi nelle case estive all’interno della regione a condizione che si tratti di un trasferimento stagionale, in Toscana invece vige il divieto assoluto, in Liguria si può andare anche in due della stessa famiglia ma solo per manutenzione. In alcune regioni infine c’è l’obbligo della mascherina, non solo nei luoghi chiusi. Insomma, c’è grande confusione sia a livello locale che a Palazzo Chigi.

Adolfo Spezzaferro



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4 Commenti

  1. che siano delle “FAQ” a fare testo di legge,in base a cui possa venire contestata e sanzionata pesantemente una eventuale infrazione,è veramente una cosa inaudita quanto grottesca.

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