Parigi, 4 dic – Il primo ministro francese Edouard Philippe dovrebbe annunciare oggi una moratoria sull’aumento della tassa sui carburanti previsto per il primo gennaio, nel tentativo di contenere un minimo la rivolta dei cosiddetti “gilet gialli“. A dichiararlo a Le Monde sono state fonti governative francesi.

La moratoria di diversi mesi o “sospensione” – è questo il termine scelto dal governo – dovrebbe essere accompagnata da altre misure che verranno illustrate ai deputati Lrem (La République en Marche) nel corso di una riunione del gruppo parlamentare in programma per oggi all’Assemblée Nationale, precisa il quotidiano francese.

Un dietrofront che suona come una resa da parte del governo Macron dopo settimane di proteste durissime. Il movimento dei gilet gialli ha messo a ferro e fuoco Parigi il primo dicembre, con un bilancio finale di quasi 400 fermi e oltre 100 feriti.

I “gilets jaunes”, chiamati così in riferimento al giubbotti indossati dagli automobilisti, sono nati come movimento di protesta contro l’aumento del prezzo del diesel (il carburante delle classi meno abbienti) e della benzina deciso dal presidente Macron per finanziare un programma di riduzione delle emissioni con auto ibride ed elettriche. Ma tali modelli non sono certo alla portata dei lavoratori della Francia periferica, che non possono permettersi il caro vita dei parigini ecologisti progressisti à la Macron, per intenderci.

La rivolta, iniziata il 17 novembre, è stata scandita da tre sabati di fila in tutto il Paese e soprattutto a Parigi, con un’escalation culminata negli scontri dei primo dicembre. L’esecutivo è arrivato a ipotizzare lo stato di emergenza, poi il dietrofront sull’aumento dei prezzi.

Tuttavia, la sospensione dei rincari della benzina potrebbe non essere sufficiente a calmare i gilet gialli: la protesta infatti si è allargata a dismisura ed ha assunto i contorni di una rivolta contro le troppe tasse e le sperequazioni sociali, tutte imputabili al presidente francese, di cui il movimento chiede la testa.

Macron quindi rischia comunque la poltrona. Se la rivolta non dovesse calmarsi con gli annunci di oggi, il presidente francese potrebbe essere costretto a dimettersi.

Dal canto loro, i “gilets jaunes” sono pura espressione di malcontento popolare: un movimento apartitico e apolitico, composto da lavoratori della Francia profonda, che devono usare la macchina per andare a lavoro e che non possono permettersi un aumento del carburante.
La rivolta però potrebbe allargarsi agli agricoltori (senza sottovalutare gli studenti, “classe” sociale influente dal Maggio francese in poi).

Intanto, i “gilet gialli” già guardano avanti: si parla di una richiesta dell’aumento del salario minimo, per frenare il calo di potere d’acquisto medio in Francia.

Un’altra gatta da pelare per Macron, già alle prese con lo sforamento del deficit (anche se a Bruxelles è trattato con i guanti).

Adolfo Spezzaferro

Commenti

commenti

2 Commenti

  1. La maggioranza degli italiani invece non ha nemmeno il coraggio di indossare un innocuo gilet giallo ed andare a protestare contro la dittatura finanziaria straniera usuraia che demolisce le nazioni ed i loro popoli.E’ evidente che siamo stati ben divisi in partiti opposti ed assoggettati psicologicamente ed impauriti dai poteri occulti e loro pennivendoli e burattini vari.L’ unica alternativa che offre dignità e speranza al popolo italiano è Casapound che speriamo cresca sempre piu’, dato che anche i leghisti non dimostrano alcun coraggio di fronte ai banchieri stranieri oramai proprietari del paese

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here