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Roma, 9 ago – Non c’è più una maggioranza, non c’è più un governo. Dopo mesi di tensioni e minacce Matteo Salvini ha aperto ufficialmente la crisi di governo. “Sì, mi candido premier. Chi sceglie Salvini sa cosa sceglie” ha detto ieri dal palco di Pescara, rendendo ancora più nette le dichiarazioni rilasciate in una nota uscita intorno alle 20: “Andiamo subito in Parlamento per prendere atto che non c’è più una maggioranza, come evidente dal voto sulla Tav, e restituiamo velocemente la parola agli elettori. Non vogliamo poltrone, rimpasti o governi tecnici: dopo questo governo (che ha fatto tante cose buone) ci sono solo le elezioni”.

“I parlamentari alzino il culo e vengano in aula”

Insomma niente rimpasti o soluzioni da “prima Repubblica”, il ministro dell’Interno è deciso e vuole le urne subito, anche al costo di far saltare le ferie ai parlamentari: “Uh poverini non possono essere disturbati perché fanno vacanze”, ha ironizzato Salvini ieri a Pescara, “deputati e senatori alzano il culo e vengono in Parlamento. Se serve anche settimana prossima”. Discorso che non vale ovviamente per i parlamentari della Lega: “Loro sono pronti ad arrivare in Aula lunedì prossimo”. Sempre da Pescara il leader leghista ha ribadito i motivi della rottura con i 5 Stelle: “Finché abbiamo lavorato in armonia, con i sì, i risultati si sono visti. Poi sono iniziati i no. Ma io non tengo fermo il Paese per avere la sedia sotto al sedere. Se devo mettermi in gioco per l’Italia e ho un’idea di futuro, lo faccio da solo e a testa alta”.

Conte incalza Salvini: “Spieghi in Parlamento”

Nella giornata convulsa di ieri il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha incontrato i presidenti di Camera e Senato, Roberto Fico e Maria Elisabetta Alberti Casellati, mentre nel tardo pomeriggio si era tenuto un faccia a faccia tra lo stesso Matteo Salvini e il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. “Venga in Parlamento a spiegare perché vuole una crisi”, è stato il commento del premier, “spetterà a Salvini, nella sua veste di senatore, spiegare al Paese e giustificare agli elettori che hanno creduto nella prospettiva del cambiamento le ragioni che lo portano a interrompere bruscamente l’azione di governo”.

Le reazioni di 5 Stelle e Pd

Luigi Di Maio ha provato a rispondere all’azione di Salvini rilanciando sul taglio dei parlamentari: “Noi siamo pronti, della poltrona non ci interessa nulla”, ha detto il vicepremier 5 Stelle commentando l’ipotesi elezioni anticipate. “C’è una riforma epocale a settembre che riguarda il taglio di 345 parlamentari. Votiamola subito e poi ridiamo la parola agli italiani”. Di Maio prova dunque a giocarsi l’ultima carta, quella del taglio dei parlamentari previsto per inizio settembre.

Pronto ad affrontare le urne anche il Partito democratico, con Nicola Zingaretti che dice “da subito al lavoro, insieme, per far vincere l’Italia migliore”, tendendo la mano a Matteo Renzi. Anche l’ex presidente del Consiglio ha commentato la fine dell’esperienza dell’esecutivo gialloverde: “Questo governo ha fallito, come previsto. Capitan Fracassa non ha avuto coraggio di fare il bilancio e ha paura delle inchieste. Adesso tutti a spiegare casa per casa perché grazie a Salvini l’Iva aumenta al 25% e i mercati ballano”.

Davide Di Stefano

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