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Roma, 14 mar – Dopo l’incontro a Palazzo Grazioli svoltosi ieri tra i leader del centrodestra, Salvini ha ricevuto il mandato a incontrare M5S e Pd per trovare una soluzione per le presidenze di Camera e Senato. Un mandato che poteva sembrare scontato considerati i maggiori voti ottenuti dalla Lega rispetto agli altri partiti della coalizione, ma che di fatto forse per la prima volta vede Berlusconi fare, almeno al momento, un passo indietro. “Sento forte il dovere di tener fede al mandato di 12 milioni che hanno scelto il centrodestra e di quasi 6 milioni che hanno scelto la Lega: stiamo lavorando per dare un governo a questo Paese con un programma di centrodestra aperto ad arricchimenti, contributi e proposte ma non stravolgimenti. Sarebbe irrispettoso coinvolgere chi ha perso le elezioni e quindi no a qualsiasi governo che abbia al centro Gentiloni, Boschi, Minniti”, lo ha detto Matteo Salvini all’incontro odierno con la stampa estera.
Dopo l’incontro di ieri quindi Salvini sembra escludere del tutto un accordo con il Pd, almeno con i personaggi politici che hanno rappresentato il partito renziano fino ad oggi. Il leader della Lega ha poi lasciato intendere che non è intenzionato a formare un governo a tempo: “Lavoriamo – ha precisato Salvini – per un governo con una solida maggioranza politica, non recuperando questo o quel transfuga. Stiamo lavorando a un programma da offrire al Parlamento e a tutti gli altri. Non ho la smania di fare il presidente del Consiglio a tutti i costi: farò tutto quello che è umanamente e democraticamente possibile per rispettare il mandato degli elettori. Non sono disponibile a partecipare a un governo a ogni costo per fare il ministro per qualche mese”. Sembra però davvero arduo riuscire a formare un governo così fatto, ovvero con una solida maggioranza che non si regga su deputati disposti a mollare i propri partiti.
Una soluzione potrebbe quindi essere un esecutivo, magari di scopo legato alla realizzazione di una nuova legge elettorale e poco più, a guida Lega-M5SSalvini non lo ha escluso: “Non mi interessa chi vince (tra lui e Di Maio, ndr): abbiamo un programma e chiunque venga al governo con noi deve impegnarsi a cancellare la legge Fornero, a ridurre le tasse al 15%, a rendere l’Italia più federale e meno burocratica. Se ci sono altri suggerimenti a partire da questo presupposto siamo ben contenti di accoglierli. Sui nomi e sui ruoli non ci sono pregiudizi di partenza, mi interessa il progetto: se c’è condivisione di progetto ragioniamo”. Si tratta quindi da parte del leader della Lega se non di un’apertura ai Cinque Stelle, almeno di un tentativo di dialogo. Se e come si concretizzerà è difficile dirlo, di sicuro però sembra ancora che la formazione di un governo sia di là da venire. E mai come stavolta le trattative a riguardo appaiono complicate.
Alessandro Della Guglia



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