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Mazara del Vallo (Tp), 16 set – Il peschereccio mazarese “Anna Madre”, impegnato nella notte in una battuta di pesca al largo di Lampedusa, è stato abbordato e sequestrato dalla guardia costiera di Tunisi. I fatti si sono svolti poco dopo lo scoccare della mezzanotte: cinque uomini sono saliti a bordo dell’imbarcazione e, dopo aver chiuso in cabina il comandare Giacomo Giacalone, hanno preso il controllo della nave e si starebbero ora dirigendo verso il porto tunisino di Sfax.



“Ho appreso la notizia del sequestro dell’Anna Madre dalla Capitaneria di porto. Dalle notizie in nostro possesso sono intervenuti sia la nave della Marina militare italiana che si trovava a una quindicina di miglia dal nostro natante sia un elicottero sempre della Marina militare italiana. Sappiamo inoltre, che i cinque militari tunisini saliti a bordo erano armati“, ha spiegato Giampiero Giacalone, uno degli armatori del peschereccio.

Stando alle prime notizie, la guardia costiera tunisina avrebbe intercettato l’Anna Madre mentre si trovava in una zona prossima alle acque territoriali del Paese nordafricano, nelle quali potrebbe aver sconfinato. Circostanza che Giacalone però esclude: “A bordo il nostro peschereccio non ha pesce fresco, ma soltanto congelato. Nella stiva ci sono all’incirca tre tonnellate di gamberi e cento chilogrammi di pesce misto. Si tratta di specie di pesci che non si pescano nelle acque tunisine“. Più diretto il sindaco di Mazara – primo porto siciliano per pescato – Nicola Cristaldi: “Questo sequestro  ha tutta l’aria di una ritorsione essendo stato lo stesso natante già oggetto di precedenti tentativi di sequestri”, dice, riferendosi ai fatti di agosto scorso quando l’Anna Madre e un altro peschereccio, l’Aliseo, vennero bersagliati da alcuni colpi d’arma da fuoco sparati sempre dalla guardia costiera tunisina, salvati solo dall’intervento di un elicottero della nostra marina. “È l’ennesimo atto ostile – continua – che i nostri natanti subiscono nel Mediterraneo. E ciò non è più tollerabile. Non è possibile che in acque internazionali, nelle quali tutti possono pescare, un natante venga sequestrato, con il rischio per la sicurezza degli uomini a bordo e danni economici ingenti”.



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