Roma, 28 ago – Oggi alle 17 in Prefettura a Milano il ministro dell’Interno Matteo Salvini incontrerà il premier ungherese Viktor Orban per fare il punto sull’emergenza immigrazione. A pochi giorni dalla conclusione della vicenda della nave Diciotti e del braccio di ferro tra Italia e Ue sul fronte della redistribuzione degli immigrati, il vicepremier si confronterà con uno dei protagonisti delle politiche anti-immigrazioniste in Europa. La componente pentastellata del governo già nei giorni scorsi ci ha tenuto a precisare che il vertice è politico e non istituzionale. Dal canto suo, la sinistra, riunita per l’occasione, cerca di mettersi in mostra con una manifestazione in difesa dei “valori europei”.

Sempre sul fronte immigrazione, il premier Giuseppe Conte questa mattina riceve invece a Palazzo Chigi il collega ceco Andrej Babis, uno dei protagonisti del “gruppo Visegrad“, contrario all’accoglienza degli immigrati. Anche se, giorni fa, il premier ceco a un quotidiano italiano ha detto: “Abbiamo molte idee comuni con l’Italia sui temi chiave Ue: migranti, o quanta integrazione e quanta sovranità”. “Sarebbe un grande successo, se dopo il nostro incontro Babis volesse accogliere sul territorio della Repubblica ceca un migrante dall’Italia”, aveva detto a fine luglio Conte in un’intervista rilasciata alla tv pubblica ceca.

Insomma, se da un lato Salvini è in cerca di accordi in vista delle europee, dall’altro il suo alleato di governo, Luigi Di Maio, ha preso le distanze dall’Ungheria di Orban, che “alza muri di filo spinato e rifiuta i ricollocamenti. Per quello che mi riguarda – ha detto il leader dei 5 Stelle – chi non aderisce ai ricollocamenti non ha diritto ai finanziamenti europei”.
L’incontro di oggi tra il vicepremier leghista e Orban arriva dopo che Budapest ha respinto la richiesta di accogliere una parte degli immigrati della Diciotti. Il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi a tal proposito ha sottolineato le “diversità”, ma ieri il collega ungherese Peter Szijjarto ha assicurato che “nella politica d’immigrazione dell’Ungheria e dell’Italia ci sono punti di convergenza”, sottolineando come “l’Ungheria ha già dimostrato che i confini di terraferma possono essere difesi. Australia e Italia che anche quelli marittimi possono esserlo”.

Contro il vertice in prefettura, le sinistre scendono in piazza San Babila. Pd, Leu, Possibile, Cgil, associazioni, Ong e centri sociali: tutti insieme per difendere l’Ue, ribadire i valori dell’accoglienza e ripetere a vanvera tutto il repertorio immigrazionista. Per l’ex presidenta della Camera, Laura Boldrini, la lotta al governo Lega-M5S è l’occasione giusta per ricompattare la sinistra. “Le forze del centrosinistra debbono cogliere l’eccezionalità del momento con un’iniziativa politica inedita. Servono candidature nuove, espressione dell’associazionismo laico e cattolico, dei sindaci, dell’ambientalismo. Serve un simbolo unico nuovo“. Magari pure un unico listone da presentare alle europee 2019. Che poi è quello di cui discuterà Salvini con Orban oggi: un accordo elettorale che schieri tutti i sovranisti ed euroscettici. Ma c’è un problema. Il partito di Orban, Fidesz, attualmente fa parte del Partito popolare europeo. Lo stesso di Forza Italia. Con chi si schiererà il partito di Berlusconi alle prossime europee? Con i sovranisti-populisti o con la sinistra filo-immigrazione e filo-Ue? Staremo a vedere.

Adolfo Spezzaferro

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  1. L’articolo conclude domandandosi con chi si schiererà Berlusconi, il fatto è che si è già schierato: voleva Tajani primo ministro (altro che i guardiani Tria e Moavero); in questi giorni Miccichè -attuale presidente assemblea regione Sicilia- sulla questione della nave Diciotti è “sceso in campo” … con il pd.

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