Roma, 14 feb – All’alba di oggi un centinaio di lavoratori dell’Ippodromo delle Capannelle in segno di protesta per il mancato rinnovo della concessione di Roma Capitale per la struttura, ha bloccato via Appia Nuova alle porte di Roma, in prossimità dell’uscita 23 del Gra, con delle balle di paglia che sono state date alle fiamme in mezzo alla carreggiata.

Dopo la protesta di ieri in piazza del Campidoglio, dove un allevatore sardo ha tentato di darsi fuoco, gli allevatori e i lavoratori dell’indotto della struttura ippica capitolina hanno bloccato il traffico dei pendolari e dei tir commerciali in un orario critico per la viabilità. Poi, con l’arrivo delle forze dell’ordine in assetto anti-sommossa, il blocco è stato rimosso.

“Scopo dell’azione dimostrativa è stato sensibilizzare l’opinione pubblica e scuotere le istituzioni sulla situazione dell’impianto sportivo. Dal primo marzo, infatti, se il Comune di Roma non dovesse rinnovare la concessione, centinaia di lavoratori con le loro famiglie, perderanno il lavoro e finiranno in mezzo a una strada“, spiega Mauro Antonini, responsabile del Lazio per CasaPound Italia, presente all’azione di protesta di questa mattina.

Antonini, unico politico presente assieme a Carmen Pizzirusso, candidata sindaco a Ciampino per CasaPound Italia, annuncia: “I lavoratori non molleranno. L’amministrazione Raggi deve prorogare la concessione: non è possibile bloccare un indotto del genere, che ha una ricaduta economica nazionale. E’ come se nella Formula Uno si fermasse Monza. Lo stesso vale per l’ippica: l’Ippodromo di Capannelle non deve chiudere“.

“Stamattina, al fianco degli operatori, di allenatori, fantini e artieri, dei maniscalchi, abbiamo dato un segnale forte: la Raggi deve ascoltarci, non può voltarsi dall’altra parte. Altrimenti – è l’accusa di Antonini – ci spieghi perché già quattro anni fa, Daniele Frongia, che il sindaco di Roma conosce bene, ha dichiarato guerra a Capannelle. Nemico giurato dei lavoratori dell’impianto, Frongia all’epoca si era opposto al rinnovo della concessione deciso dalla Giunta Alemanno, definendo l’accordo addirittura di stampo mafioso”.

Sì, perché Frongia, prima di entrare nel cosiddetto Raggio magico già in un libro a quattro mani con Laura Morgagna, “E io pago“, si scagliava contro l’ippodromo, sulla pelle dei lavoratori, pur di attaccare l’allora sindaco di Roma Gianni Alemanno.

“Il sindaco di Roma quindi deve prendere la distanze da certe posizioni, se Frongia è nostro nemico giurato, lei deve dimostrare il contrario: di avere a cuore le sorti dei lavoratori. Per questo vogliamo i fatti: vogliamo il rinnovo della concessione“, conclude Antonini, che nel pomeriggio andrà a fare visita all’allevatore sardo che ieri ha tentato di darsi fuoco durante la protesta in piazza del Campidoglio.

Adolfo Spezzaferro

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