Il Primato Nazionale mensile in edicola

Lanciano, 26 set – Sono tre le persone fermate per la brutale rapina in villa a Lanciano. Tutti sono cittadini romeni. Stavano scappando, e nella loro auto sono stati ritrovati i giubbotti utilizzati per la rapina e 3.400 euro in contanti. Si tratta di due fratelli e un cugino, di età compresa tra i 20 e i 30 anni.
Gli inquirenti stavano tenendo d’occhio da tempo i tre, che erano legati ad altri episodi simili verificatisi in zona. In particolare si pensa che la banda abbia colpito già cinque volte nella zona del chietino. Tutte le rapine erano accomunate da toni brutali, anche se nessuna ha assunto i toni da “Arancia Meccanica” come avvenuto nella villa del chirurgo Carlo Martelli e della moglie Niva Bazzan, alla quale è stato tagliato persino un orecchio. Dalle poche notizia che trapelano dagli inquirenti si è saputo che la banda dovrebbe essere composta anche da altri elementi: alcuni sarebbero pugliesi e altri provenienti dall’Europa dell’Est. In totale 4 o 5 uomini più un basista.
I tre immigrati sono stati fermati attorno alla mezzanotte nelle campagne appena fuori Lanciano. Erano a bordo dell’auto che hanno usato per la rapina. La stesa auto era già segnalata alle forze dell’ordine.
A segnare la vera svolta nelle indagini è stata la testimonianza di un uomo che è stato vittima della banda nei mesi scorsi: ”Anche se ho visto solo occhi dietro un cappuccio e voci, tutto combacia: il capo forse è un pugliese, e gli altri sono dell’Est Europa”. Si tratta di un commerciante, Massimiliano Delle Vigne, che agli inquirenti ha ricordato il pestaggio subito nella sua villa a Santa Maria Imbaro, alle porte di Lanciano.
Per il momento, però, le indagini si concentrano sulla rapina dei coniugi Martelli di Lanciano. E al vaglio ci sono i filmati di 30 telecamere distinte in città: in alcune immagini sono ritratti un’auto sospetta, e due sagome, i possibili rapinatori. Si attendono anche gli esami su resti di sigarette per estrarre il dna, ed essere sicuri che a colpire siano stati proprio i tre romeni arrestati questa notte.
Anna Pedri
 

8 Commenti

  1. Gentilissima Sig.ra Pedri, con tutta la stima per il suo prezioso lavoro quotidiano, render noto però il nome del testimone nonchè anche la residenza, è un tantino imprudente. Si tratta di bande con innumerevoli contatti e chi denuncia rischia spesso il ritorno di complici e degli stessi rei che escono di galera dopo un battito di ciglia. Mi perdoni se mi son permesso ma mi sembra davvero pericoloso.

  2. non mi permetterei mai di scrivere che per contrastare questo genere di delinquenza bisognerebbe ricorrere alle “black ops” come operato dalla CIA fuori dai confini statunitensi con reparti quali SAD-SOG,
    ma almeno – una volta contestato il reato- applicarne la AGGRAVANTE RAZZIALE in giudizio.
    impossibile non scorgere quando un reato travalica il limite della tortura come nel caso di specie,un vero e proprio ODIO su base nazionale/etnica operato da questi autentici rifiuti umani o merde, per dirla usando un diretto linguaggio da caserma.

  3. Non vanno nominati i testimoni, gli zingari poi si vendicano; piuttosto, credo sia corretto esibire le foto degli zingari che hanno compiuto questo crimine; non mi risultano che vi siano italiani coinvolti quindi credo che la notizia vada corretta.

  4. Non arrivano i soliti noti per verificare se siamo razzisti con i rom? Questi sono come i ratti,portano danni e malattie!Fuori dai confini e castrazione e sterilizzazione per non fargli più fare altra feccia

Commenta