Roma, 16 ott – Matteo Orfini lancia l’allarme: l’alleanza Pd-M5S è deleteria per i dem. E in ogni caso andrebbe discussa in un congresso. L’ex presidente del Pd non ci sta ed è convinto di incarnare il malcontento di tanti altri dem. “Tra ieri e oggi i due principali leader del Pd, Zingaretti e Franceschini, hanno ribadito che la prospettiva strategica del nostro partito è un accordo coi 5 Stelle, nuovo perno di un centrosinistra riformista“. Così Orfini in un lungo commento su Facebook. “La dico semplice: a me pare una linea sbagliatissima“. Sottolinea l’esponente dem romano: “Una linea sbagliata e subalterna. Che peraltro avrebbe bisogno di un congresso vero per essere legittimata, dato che nulla di quanto stiamo facendo fu discusso alle passate primarie. Credo di non essere il solo nel Pd a pensarla così. Nel mio piccolo cercherò di far cambiare idea a chi ci sta portando verso un burrone“.

Orfini: “Così non possiamo cambiare le leggi M5S-Lega”

Orfini è preoccupato: “Non possiamo mettere in discussione le leggi approvate da loro con Salvini. Non possiamo chiedere le dimissioni dei loro catastrofici amministratori ma dobbiamo subire i loro veti e le loro offese ai nostri ben più bravi presidenti di regione (la Raggi, la Appendino, Nogarin dovrebbero passare decenni a prendere lezioni di buona amministrazione da De Luca e Bonaccini)”. Insomma, l’ex assistente di D’Alema spara a zero sugli attuali alleati del suo partito, rivendicando il primato degli amministratori dem.  La scelta – Orfini ne è consapevole – è dettata dalla necessità di non tornare al voto per impedire a Salvini di vincere. L‘alleanza con il M5S “ha un unico obiettivo – non perdere – ma che essendo totalmente priva di una visione politica rischia di portarci a una sconfitta rovinosa. Abbiamo fatto un governo insieme per fronteggiare una emergenza. Ma nulla è cambiato o sta cambiando nei nostri alleati da giustificare una improvvisa trasformazione da accordo emergenziale ad alleanza stabile”.

“I 5 Stelle su immigrazione e sicurezza parlano come Salvini”

Di qui l’attacco ai 5 Stelle che è anche un avvertimento per i colleghi di partito: “Oggi come ieri si scagliano contro la democrazia rappresentativa. Oggi come ieri considerano il garantismo una bestemmia. Oggi come ieri sull’immigrazione e sulla sicurezza usano le stesse parole di Salvini. Non è per abbassare il capo di fronte a tutto questo che fondammo il Pd. Non è questo il riformismo radicale che servirebbe al paese”.

L’ex presidente del Pd lamenta: “Lo ius culturae non si fa più”

Quello che rode a Orfini è che i dem non possono fare abbastanza i liberal: “Abbiamo già ammainato le nostre bandiere: lo ius culturae non si fa. I decreti sicurezza non si toccano (e piantiamola di dire che basta recepire gli appunti del Colle. Perché ad esempio significherebbe non sfiorare nemmeno il primo dei due aberranti testi)”. Insomma, per l’ex commissario del Pd romano ai tempi di Mafia Capitale (nominato, lo ricordiamo, da Renzi), il patto giallofucsia è troppo giallo e poco fucsia. E a lungo andare questo esercizio di potere che preserva se stesso – l’aver accettato una posizione subalterna per difendere la poltrona – sarà evidente a tutti. Ma d’altronde il Pd – e persino Orfini ormai ne ha le prove sotto gli occhi – è espressione del potere dei palazzi più che delle piazze.

Adolfo Spezzaferro

2 Commenti

  1. Che brutta situazione! Morfini, Zigagnotti, il tramaglino/cialtronio, e tutta quella bella compagnia che se la conta e se la canta da sola! Essere padroni, (usurpatori vili e conclamati, invisi, odiati, vituperati & maledetti, ma PADRONI!!!), del “ponte di comando” , ma sentirsi nel classico “cul de sac” !!! Nella loro torre d’ avorio assediata dal “popolaccio” “becero” , “incolto” , inferocito e assetato di sangue che vuole Salvini al loro posto!!! E il pidiesse ai porci dato in pasto!!! ORRORE! ORRORE! Da perderci il sonno!!! (Almeno cosi gli auguro a TUTTI i pidiessisti!!! Di tutto CUORE!!!!!).

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