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Milano, 23 gen – Capitreno ancora nel mirino di immigrati. L’ennesima aggressione è avvenuta domenica scorsa a Milano, alla stazione di Rogoredo. Il treno era un intercity, che collega il capoluogo lombardo con Ventimiglia. Tutto accade e metà pomeriggio, attorno alle 17. Il copione più o meno è lo stesso delle altre aggressioni che si sono verificate sempre più numerose negli ultimi mesi.
Due capitreno, un uomo e una donna si avvicinano ad alcuni giovanissimi immigrati e chiedono loro il biglietto. Evidente l’alterazione di questi ultimi, che comincia a insultare, sputare, tirare calci e pugni ai ferrovieri. Come se non bastasse, gli immigrati mentre aspettano la pattuglia della polfer allertata dai capitreno, cominciano a tirare sassi anche nei confronti degli altri passeggeri che assistono alla scena. Ad aggredire i due ferrovieri che hanno avuto l’unica colpa di fare il loro lavoro sono stati sei nordafricani. Impossibile identificarli lì per lì, dato che oltre e non avere il biglietto del treno non avevano nemmeno i documenti.
La situazione si fa delicata, e per non mettere a repentaglio la sicurezza degli altri viaggiatori, che il biglietto lo avevano pagato, i capitreno decidono di non fermare il convoglio e di farlo proseguire fino a destinazione senza rivolgersi ad alcun personale medico. Ma una volta arrivati sul posto i due ferrovieri si sono recati al pronto soccorso per farsi medicare e hanno quindi denunciato le sei risorse nordafricane, che nonostante fossero prive di documenti pare siano state identificate.
Su come siano andate realmente le cose ora sta cercando di fare chiarezza la polizia ferroviaria, dato che per evitare una degenerazione della violenza i capitreno hanno preferito aspettare l’arrivo a Ventimiglia per sporgere denuncia, alcune ore dopo l’accaduto. Per ricostruire l’accaduto sono al vaglio le immagini delle telecamere di sicurezza.
Quel che è certo, però, è che tra ferrovieri, controllori di autobus, tram e metropolitane il moltiplicarsi delle aggressioni per mano di immigrati non solo rende sempre più difficile lo svolgimento della professione di chi lavora sui mezzi pubblici. Gli stessi italiani sono sempre più dissuasi dall’usufruire dei servizi, qualora possano evitarlo. Il che porta a situazioni di totale abbandono del trasporto pubblico, dove a farla da padrone è il degrado.
Anna Pedri
 

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3 Commenti

  1. Attenzione, non vorrei che sky tg definisse questa notizia fake news…..codardi e vigliacchi, questi pennivendoli ultras piddini e pro centri sociali ci nascondono le notizie, i giornali comunisti neanche le pubblicano…….. è un atteggiamento vergognoso, nascondono la verità ai poveri sudditi e schiavi italiani, sono i peggiori razzisti che l’Italia ricordi……queste risorse boldriniane andrebbero prese e rispedite a casa loro,facile picchiare in sei due poveri capo treno ,in molti direbbero sei bastardi e sei infami.

  2. Licenziamento ai due molestatori di risorse e assumere i molestati come bigliettai. E giustizia (idiota) concepita da puri (idioti) sia. Infine, chi ha intralciato la normale traiettoria dei sassi lanciati dalle risorse verrà denunciato per interruzione di sviluppo sociale, meglio conosciuto come avanguardia del ns futuro stile di vita.

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