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Roma, 12 nov – Un corteo strumentale, fatto di ipocrisia e messo insieme alla bell’e meglio ma senza dirlo esplicitamente: siamo qui contro CasaPound, la criminalità organizzata e la difesa dei giornalisti sono solo una scusa. Peccato che CasaPound, a meno di non voler interpretare un post su facebook come un legame di sangue, con il clan Spada non abbia proprio nulla a che fare. C’è voluto però veramente poco per smascherare le intenzioni della manifestazione per la legalità che ieri è andata in scena ad Ostia.

A partire ad esempio dalle dichiarazioni del presidente della sezione Anpi di Imola Bruno Solaroli, che non si capisce cosa c’entri con il litorale romano ma ha comunque voluto far sapere la sua: “Non è il male se qualcuno viene menato e soprattutto fra chi fa informazione. Suona la sveglia”, ha spiegato. Di fronte alle polemiche scaturite ha dovuto fare marcia indietro, spiegando che si trattava solo di una battuta. Siamo proprio sicuri? Il clima a Ostia non era migliore rispetto alla romagna: i giornalisti presenti sono stati più volte insultati, perfino di fronte al sindaco Virginia Raggi: “Spegnete le telecamere, non vi vogliamo qui”, e ancora: “Fate schifo, siete delle mosche, servi del potere”.

Fatto ancora più incredibile e al contempo grave, è il reclutamento dei dipendenti del Comune di Roma da parte di Virginia Raggi. Il sindaco pentastellato ha infatti pensato bene di precettare il personale pubblico del X municipio, invitandolo a partecipare al corteo della legalità. Una vera e propria convocazione generale. Come riportato da Il Messaggero infatti tutti i lavoratori, inclusi autisti e uscieri, sono stati gentilmente invitati al corteo che la Raggi stessa ha contribuito ad organizzare. Con una mail firmata da “Gestione risorse umane, ufficio personale amministrativo tecnico”, con tanto di loghi del Campidoglio, si chiede ai dipendenti di raggiungere il corteo partendo direttamente dalla sede lavorativa (il Comune). “In vista della manifestazione contro la criminalità indetta dalla Sindaca Virginia Raggi, e pubblicata sulla home page del sito di Roma Capitale e per conto del Direttore Municipio Roma X, si porta a conoscenza dei dipendenti della struttura territoriale dell’invito ad aderire per chi, naturalmente, lo volesse”. Una cortese sollecitazione, altrimenti detta pressione, nei confronti dei lavoratori. Una mail che si conclude con orario di ritrovo di fronte al Comune, per poi dirigersi insieme verso il corteo. Ma la convocazione ovviamente non è piaciuta a molti dipendenti comunali, che sempre come riportato da Il Messaggero, temono comprensibilmente una sorta di “schedatura”.

 

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