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Roma, 12 nov – Una carriera interamente passata fra squadre dilettanti, prima come giocatore e poi come allenatore. Almeno fino a quest’anno, quando dopo aver portato il Fondi dalla D alla Lega Pro è approdato sulla panchina della Ternana in serie B. Sandro Pochesci ha vissuto il calcio di provincia fatto di sangue e legna, dove i colpi proibiti sono all’ordine del giorno. Quel calcio dove si “mena” duro e che forse in nazionale sembrano aver dimenticato, almeno a vedere le ultime deludenti prestazione. Come la tremenda sconfitta contro la Svezia, che mette una serie ipoteca sulle nostre possibilità di qualificazione al mondiale di Russia: non un accenno di gioco, una squadra che sembra votata ad una (pessima) autogestione fatta di uno sterile possesso palla e poco più, nessuna reazione neanche dopo il gol subito.

Pochesci ha le idee chiare su cosa sta succedendo agli azzurri e non ha la benché minima intenzione di nasconderle: “Na volta l’Italia menava e vinceva, adesso ce menano e piagnemo, ecco la differenza”, ha spiegato durante la conferenza stampa di ieri in occasione del prepartita contro il Novara. Il video è subito diventato virale, complice anche un accento puramente romanesco che accresce il fervore agonistico delle parole dell’allenatore: “A portà tutti questi stranieri in Italia è successo questo, che non c’è più un italiano che mena“. Pochesci ne ha anche per Ventura: “Siamo andati in Svezia e abbiamo avuto paura, non se pò giocà con la paura, se vedo la mia squadra che gioca con la paura io pijo e me ne vado e ci metto un altro più coraggioso, perché può darsi che io gli ho trasmesso paura”. La prognosi infine è infausta: “Il calcio italiano è finito, perdemo tutti, stamo annà fuori dal mondiale”. E forse, viste le magre prestazioni racimolate dalla nazionale fin qua, sarebbe il miglior modo per evitare l’ennesima figuraccia in mondovisione.

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