Roma, 2 nov – Gli ultimi giorni di campagna elettorale sono sempre i più “duri”. Si alzano i toni, aumentano le accuse reciproche tra i vari candidati, i diversi media prendono posizione, con inchieste giornalistiche e attacchi “a orologeria”. Il X Municipio di Roma, quello di Ostia, non fa eccezione e, con l’avvicinarsi del fatidico 5 novembre, data delle elezioni dopo due anni di commissariamento per mafia, la tensione aumenta ogni giorno. La “pietra dello scandalo”, la “notizia” al centro dell’attenzione mediatica di questa campagna, è senza dubbio l’avanzata del candidato presidente di CasaPound, Luca Marsella, che potrebbe rivelarsi la vera sorpresa di questa tornata elettorale del litorale romano. L’idea di finire dietro a CasaPound è l’ossessione di un Pd ridotto ai minimi termini, con il candidato presidente Athos De Luca ormai in totale confusione.



Ma anche per il Movimento 5 Stelle e il centrodestra, favoriti sulla carta per giocarsi la partita al secondo turno, l’attenzione sembra essere rivolta principalmente su CasaPound. “Vedrete che i voti di CasaPound ce li prendiamo noi”, affermava sicuro in Campidoglio Paolo Ferrara, il capogruppo M5S, mentre Monica Picca, candidata del centrodestra, alla domanda se puntasse o meno ai voti di Marsella al ballottaggio ha risposto così: “Io non ho pregiudizi nei confronti di nessuno. Se c’è chi condivide i punti del mio programma e crede nelle mie competenze, ben venga”. A farsi tirare per la giacca in vista del ballottaggio però, Luca Marsella non ci pensa proprio e afferma sicuro: “Saremo noi ad andare al ballottaggio ed in ogni caso non faremo accordi con la vecchia politica. Centrosinistra e centrodestra hanno già amministrato e fallito, il M5S ha dimostrato con la Raggi di non saper governare”.

Parole che potrebbero suonare come propaganda, ma basta farsi un giro per il litorale romano per capire che l’aria che si respira è diversa e che la possibilità di un risultato clamoroso per CasaPound non è fantapolitica. Anche in campagna elettorale Marsella ha continuato con la forte attività sociale nei quartieri più difficili, dove dovrebbe riscuotere un forte consenso. Un fatto che a sinistra è difficile da digerire e non è un caso che proprio in questi ultimi giorni si moltiplichino gli attacchi rivolti a Luca Marsella per la foto in cui è ritratto con Roberto Spada, nel tentativo di far dimenticare, che il X Municipio è stato commissariato proprio per mafia, ma a causa dell’arresto dell’ex presidente Tassone in carica al Pd.

“Anche se tutti a pochi giorni dalle elezioni attaccano me con articoli e servizi montati ad arte, i favori al boss delle cooperative di Mafia Capitale li faceva il Pd: è l’ex presidente di Municipio Tassone ad essere stato arrestato e ad aver fatto commissariare Ostia per mafia”, spiega Marsella, che domani per la conclusione della sua campagna elettorale ha scelto la popolare piazza Segantini. “Porteremo il nostro leader nazionale Simone Di Stefano al Villaggio San Giorgio di Acilia tra case popolari senza manutenzione e residenti abbandonati dalla politica dove noi”, conclude Marsella, “a differenza degli altri partiti siamo presenti per 365 giorni l’anno”.

Davide Romano

 

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