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L’ondata neopuritana che si sta abbattendo sul mondo dello spettacolo fa un’altra vittima: il capo della Pixar, John Lasseter, lascia per sei mesi. L’uomo, ha spiegato un dipendente dell’azienda, era noto per “abbracci, baci, commenti sugli attributi fisici”, non desiderati. Basta questo per dar luogo all’accusa di molestie. Lasseter ha quindi comunicato che prenderà sei mesi di aspettativa. Ha spiegato di aver preso la decisione dopo una serie di “conversazioni difficili” e chiesto scusa per “abbracci indesiderati o altri gesti che possano essere stati fastidiosi”. Non solo: l’uomo era noto per bere pesantemente durante gli eventi aziendali, le prime dei film, o le feste, altro punto che lo mette in cattiva luce agli occhi dei nuovi custodi della virtù.



Nel congedarsi, sebbene provvisoriamente, il capo della Pixar ha comunque riconosciuto i suoi “passi falsi”, pur non specificandoli. “Ho sempre desiderato che i nostri studi di animazione fossero luoghi in cui i creatori potessero esprimere la loro visione con il supporto e la collaborazione di altri animatori e narratori di talento”, ha affermato Lasseter. “Questo tipo di cultura creativa richiede una costante vigilanza da mantenere, basata sulla fiducia e sul rispetto, e diventa fragile se i membri del team non si sentono valorizzati. In qualità di leader, è mia responsabilità garantire che ciò non accada; e ora credo di non essere stato all’altezza di questo compito, e so di aver mancato su questo punto”. La Disney gli ha dato il suo supporto e scritto di “apprezzare la sua sincerità”.

Roberto Derta



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