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Pesaro, 12 dic – Nella vicenda che abbiamo definito grottesca della negata autorizzazione all’uso di una sala comunale per la presentazione del libro di un ragazzo disabile, che ha l’unica colpa di essere militante di CasaPound, le tv stanno facendo a gara nell’invitare il sindaco di Pesaro, il nuovo Saviano. Nessuno ha sentito le ragioni del diretto interessato dalla grave discriminazione subita: Claudio Palmulli, autore del libro “Il vento sulle braccia”. Il Primato Nazionale lo ha intervistato, per capire come stanno le cose e per fare un po’ di chiarezza.

Tra i tanti commenti alla tua surreale vicenda, c’è anche chi ha detto che hanno fatto bene a vietarti la presentazione del libro… Che ne pensi?
Rimango allibito, però questi commenti lasciano il tempo che trovano e mi danno la forza per continuare. Perché se loro pensano che non facendomi parlare io lascio perdere il movimento di cui faccio parte e nel quale milito da due anni si sbagliano di grosso. La presentazione si farà e ci sarà molta più gente.

Il tuo libro, tra l’altro non parla di politica. Perché l’hai scritto?
Ho voluto mettere su carta quello che io faccio tutti i giorni e come vivo la mia disabilità, che mi accompagna fin da bambino. Il libro l’ho scritto perché dopo aver corso in carrozzina la maratona di Roma con il pettorale normale e non da diversamente abile, voglio dimostrare che la diversità non è un limite e si possono raggiungere obiettivi importanti anche avendo una disabilità. Però non capisco perché si chiede la tessera del partito o l’appartenenza a un’ideologia politica per presentare il libro.

Tu militi in CasaPound. Come ti sei avvicinato al movimento?
Era il 2014 e feci un tour sotto la metro per dimostrare che Roma non era accessibile ai diversamente abili e invitai tutti i candidati sindaco a farlo con me. Simone Di Stefano, che io ammiravo e di cui ascoltavo i discorsi senza essere schierato con alcun movimento, non partecipò e la cosa mi fece arrabbiare e abbiamo avuto un battibecco. Poi lo incontrai e lui mi ha detto che gli avrebbe fatto piacere se avessi fatto parte di CasaPound, dato che la mia sensibilità politica era la stessa sua. E cos mi sono avvicinato a Cpi, la mia militanza è una militanza normalissima come quella di tutti gli altri militanti, faccio tutto come fanno tutti, tranne le affissioni per un problema logistico. E per me CasaPound è diventata una vera famiglia.

Pesaro era solo una delle presentazioni. Hai mai avuto difficoltà simili?
Grazie a CasaPound sto girando tutta l’Italia, ma le presentazioni vengono fatte non solo nelle sedi del movimento. Ad Arezzo ad esempio l’abbiamo fatta in una sala comunale. Questa discriminazione del Pd di Pesaro mi lascia l’amaro in bocca, ma solo per un motivo. Se domani viene un ragazzo del partito democratico io non gli vado a chiedere la tessera del partito ma lo aiuto perché la disabilità non deve avere colore politico. Allo stesso tempo la volta in cui sono stato più impressionato a livello positivo è stato a Bolzano, dove il sindaco del Pd in quell’occasione mi ha ricevuto e mi ha invitato, insieme all’assessore allo sport, a fare la maratona del dicembre 2018 a Bolzano. È andato al di là del colore politico, gli è piaciuta la mia storia, gli son piaciuto io per quel che sono.

Tu non ti fermi, e la discriminazione di Pesaro non ti scalfisce.
Io non mi fermo e il calendario è molto vasto. Il 16 dicembre andremo a Pesaro con una motivazione ancora più forte, perché quello che loro vogliono mettere a tacere noi lo portiamo ancora più avanti. Non sono queste le cose che mi fanno desistere e mai rinnegherò la mia fede politica. Se è vero che il Pd di Pesaro non avesse nulla nei miei confronti avrebbe fatto un confronto pubblico, perché io parlo con tutti e non chiedo la fede politica per parlare con le persone. Ma il Pd si è dimostrato per quello che è, e di democratico non ha nulla. Invece ha preferito mettere a tacere una sponsorizzazione di un libro che mi serve per andare a fare la maratona di New York e comprare una carrozzina da passeggio perché l’asl non la passa. Se non è discriminazione questa… Io rimango senza parole.

Vuoi dire qualcosa al sindaco di Pesaro?
Sì, prima di tutto lo invito alla presentazione. Poi gli voglio dire che dovrebbe leggere il libro, si renderà conto che non parla né di CasaPound né della mia appartenenza politica. E che il serve anche a fare un’opera di sensibilizzazione volta a creare una struttura nazionale che permetta ai disabili di fare sport a livello gratuito. Inoltre vorrei ribattere alla sua accusa secondo cui Casapound mi usa per fare campagna elettorale: io sono un militante e nessuno mi ha puntato un pistola per aderire al movimento. Cpi è l’unica realtà politica che aiuta veramente chi ha bisogno.

 

8 Commenti

  1. Comprate il libro di Claudio. Non solo per realizzare il suo sogno. Compratelo per voi, perché da Claudio si può solo imparare, da lui si può solo prendere esempio

  2. grande Claudio,con un titolo dato al libro che richiama il VENTO,come il nome di uno dei miei gruppi preferiti della musica alternativa…in bocca al lupo per tutto !

    PS non sapevo nemmeno chi fosse questo Ricci,Rizzi (o come diavolo si chiama); sono
    andato a vedere allora qualche commento in calce all’articolo sul nuovo “Saviano” da Pesaro postato online da un noto quotidiano locale….non mi sarei mai aspettato di vedere un politico praticamente asfaltato dai commenti negativi dei Cittadini—-li denuncerà tutti ora o gli daranno qualche Operatore in più di scorta ?

  3. complimenti a te che sei un vero uomo e che hai motivazioni forti e valide da far valere.
    L’ottusità va combattuta sempre, cercando di far ragionare gli ottusi.
    La malafede invece va denunciata con veemenza pubblicamente.

  4. […] Sul Resto del Carlino, tentando un’improbabile arrampicata sugli specchi, ad una domanda che il giornalista gli poneva, ovvero sulla differenza tra dire no a CPI e a una persona invalida, il sindaco si è giustificato così: “Il ragazzo che ha scritto il libro non c’entra nulla. È uno strumento inconsapevole o meno ma strumento di quelle brave persone che qualche giorno fa volevano rievocare la marcia su Roma. Anzi quel ragazzo in carrozzina dimostra la vigliaccheria di chi lo manda avanti”. In poche parole, ha lasciato credere che Palmulli sia incapace di intendere e di volere, quando il ragazzo è entrato di sua spontanea volontà nel movimento, come lui stesso ha testimoniato al Primato Nazionale. […]

  5. Sul resto del carlino pubblicano la “toppa” che l’insensibile sindaco tenta di mettere alla figuraccia che ha fatto (come si dice a Roma: mo’ mettece ‘na toppa). E praticamente dà a Claudio dell’incapace di intendere e di volere che si fa strumentalizzare da CPI. Ecco, questo sì che è grave, è gravissimo. Spero che Claudio lo denunci e che venga condannato. Claudio, caro ignorantone, è perfettamente in grado di capire. E’ disabile, questo è vero, ma il cervello gli funziona eccome. A chi non funziona è proprio lei. Lei sì che è malato: malato di protagonismo. Ha avuto i suoi 5 minuti di “notorietà” sulla pelle di un ragazzo disabile: si vergogni.

  6. vorrei incontrarlo questo sindaco per vomitargli in faccia tutta la rabbia nel leggere la sua intervista ipocrita
    ho letto l intervista invece di Claudio stiamo parlando di un eroe nella vita e di un pagliaccio senza onore ne orgoglio

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