Pisa, 12 nov – Una bandiera nazista, che non era una bandiera nazista, appesa in camera da un giovane carabiniere è stata utilizzata per una settimana per urlare sui media al pericolo “onda nera”. Un manifesto di Lotta Continua, che è un manifesto di Lotta Continua, appeso a Pisa in questura da un sottocommissario di polizia siamo sicuri che non desterà altrettanto scalpore.

Eppure quel simbolo non riguarda semplicemente un giornale e un movimento extraparlamentare comunista degli anni settanta, sorto proprio nella città toscana in contiguità con il precedente “Il potere operaio pisano”. Se appeso all’interno di un ufficio di polizia non può neppure essere considerato un mero cimelio, soprattutto perché alcuni dei massimi esponenti di quel movimento di estrema sinistra sono stati condannati per l’omicidio del commissario Calabresi. Qualunque cosa si pensi di quella tragica vicenda è quantomeno curioso che un funzionario di polizia appenda nella sua stanza di lavoro un tale simbolo.

A Il Giornale, che ha pubblicato stamani la foto del manifesto, il sottocommissario ha dichiarato che si tratterebbe di “un trofeo di guerra”. Risposta evasiva oppure convincente? Difficile dirlo al momento, fatto sta che il manifesto in questione è stato rimosso in tutta fretta e non si hanno, sempre al momento, notizie di articoloni indignati di Repubblica né di trasmissioni televisive pensate ad hoc per dibattere sul tema “pericolo onda rossa”. Ce li dobbiamo attendere? Certo che no, in fin dei conti è molto più interessante parlare di una bandiera nazista che non era nazista. Fermo restando che verosimilmente non c’è nessuna onda pericolosa dietro l’angolo, a prescindere dal colore, lasciamo a voi giudicare il livello di imparzialità di giudizio mediatico.

Alessandro Della Guglia

7 Commenti

  1. Strano…..contando che l’attuale direttore del prestigioso quotidiano è il figlio del commissario ucciso da Lotta Continua……….mi sarei aspettato un trafiletto almeno nell’ultima vicino alle previsioni del tempo !!!! Per rimanere in tema di onde…………….

  2. NO, non rimuovetelo, così se dovesse capitare di andare in Questura sappiamo con chi abbiamo a che fare, meglio sapere chi c’è dall’altra parte del tavolo quando si va per richiedere le autorizzazioni di polizia….guardie rosse!

  3. stranamente Reubblica e Corriere stamattina bucavano la notizia….
    STRANO, MOLTO STRANO che invece parlino delle bandiere prussiane nell’alloggio privato di un militare.

  4. Il riquadro con il manifesto di lotta continua non funge da propaganda politica e né identifica derive di simpatia di stampo marxista. Spesso nelle Questure, in particolar modo nei piani dove di trovano gli uffici della Digos o della Uigos le pareti sono costellate da manifesti, riquadri, quadretti ecc..che richiamano gli anni di piombo per una questione storica-professionale perché proprio in quegli anni nacquero e si svilupparono le prime squadre politiche e anti terroristiche con lo scopo di indagare e neutralizzare eventuali azioni sovversive.

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