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Nuoro, 6 mar – In Sardegna prosegue la protesta dei pastori. E intanto c’è stato un altro assalto a un camion del latte.

Stamattina, intorno alle 9, due banditi armati di fucile e con passamontagna hanno fermato un mezzo adibito a trasporto del latte della società Sarda Formaggi di Buddusò (Sassari) in agro di Irgoli (Nuoro).

I banditi hanno costretto l’autista a scendere dal mezzo e allontanarsi ed hanno dato fuoco al camion utilizzando del liquido infiammabile. Sul posto dopo l’allarme sono arrivate le forze dell’ordine che hanno avviato le indagini.

Si tratta del terzo assalto armato ad un automezzo per il trasporto del latte dopo i fatti di Orune e Nule.

Nel frattempo gli investigatori stanno sentendo l’autista del mezzo per cercare di risalire agli autori del gesto che rischia di far saltare la trattativa aperta in prefettura a Sassari.

L’assemblea dei pastori

Proprio oggi i pastori sono riuniti a Bari Sardo (Nuoro) per un’assemblea in ­vista della ripresa delle trattative con gli industriali per arrivare ad un prezzo del latte ovino che gli allevatori vorrebbero “più equo”.

Si riparte quindi dai 72 centesimi proposti dagli industriali, ma “da subito cercheremo di chiedere anche un aumento rispetto a questa cifra”, hanno spiegato gli allevatori.

A coordinare l’assemblea dei circa 200 pastori Gianuario Falchi e Andrea Mulas che hanno riassunto le fasi della vertenza e che si sono dissociati dall’assalto all’autocisterna di stamattina.

Chi fa questi atti ci danneggia e ci offende, prendiamo nettamente le distanze da chi fa queste cose“, afferma il portavoce Mulas.

L’offerta del governo

Domani nel vertice in prefettura a Sassari, previsto per le 9, dovrebbe arrivare un rappresentante del governo che porterà un decreto legge con 14 milioni di euro in dote.

Si tratta delle risorse che serviranno per il ritiro del pecorino romano in eccedenza, così da far risalire il prezzo del formaggio che determina quello del prodotto appena munto.

A tal proposito, i pastori dell’Ogliastra chiedono di poter avere un loro rappresentante nella delegazione che conduce le trattative: “Siamo qui per capire cosa hanno da dirci i colleghi di questa zona – precisa Mulas – e per sentire se vogliamo continuare la protesta e in che modo”.

Ludovica Colli

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