Treviso, 3 mag – Ricordate Blessing Rapuruchoukwu Okofor,  la spacciatrice nigeriana che ha aggredito un’agente donna della Guardia di Finanza mentre stava eseguendo una perquisizione, sottraendole l’arma e puntandogliela contro e cercando di spararle – ma fortunatamente la sicura dell’arma era innescata?

Secondo il Pm di Treviso, la 31enne nigeriana arrestata all’aeroporto Canova con un carico di 74 ovuli, non voleva uccidere e per questo non dovrà rispondere di tentato omicidio. Infatti, il magistrato Barbara Sabattini, ha contestato i reati di tentata evasione aggravata e resistenza: non ci sarebbero elementi per sostenere l’intento omicida. La nigeriana è nel carcere della Giudecca a Venezia.  La donna era stata fermata durante una delle consegne ed era stata sottoposta a una perquisizione rettale che aveva evidenziato la presenza di numerosi ovuli nascosti nell’intestino. Nel momento della scoperta l’immigrata ha perso il controllo e si è scagliata contro l’agente, sottraendole la pistola di ordinanza e puntandogliela contro. Senza alcuna remora ha deciso di esplodere un colpo, non essendo al corrente dell’esistenza del dispositivo di sicurezza dell’arma.

Sangue di Enea Ritter

Sull’aggressione, la Okofor si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Dopo la convalida dei due arresti, il Gip ha disposto la misura cautelare in carcere respingendo l’istanza di arresti domiciliari. Le indagini sono ancora in corso, ma il maresciallo della Guardia di Finanza, a differenza della Okofor che non risponderà di tentato omicidio “solo” perchè, correttamente, era inserita la sicura nell’arma, rischia un procedimento disciplinare.

Ilaria Paoletti

1 commento

  1. se ti fai sottrarre un’arma da una nigeriana qualsiasi – scusatemi – ma hai sbagliato mestiere.

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