Roma, 17 ott – Nicola Porro è stato il primo giornalista di “destra” ad essere invitato a CasaPound nell’ambito dei confronti tra Simone Di Stefano e i “big” del giornalismo italiano. Rispetto agli eventi con Mentana e Formigli, che hanno inaugurato questo ciclo di incontri, è mancata la lunga introduzione storica e il dibattito sulla “legittimità” di una forza politica che, pur ispirandosi al fascismo, si candida democraticamente alle elezioni. Con Porro, dopo un iniziale passaggio sul fallimento della rivoluzione liberale di Berlusconi annunciata nel 1994, il dibattito è entrato subito nel vivo dell’attualità politica e in particolare sul rapporto con l’Unione Europea e l’Euro, dove Porro e Di Stefano hanno trovato punti in comune sulla critica alla moneta unica e sull’impianto “sovietico” della Ue.

Se dunque sui temi del sovranismo e dell’immigrazione spesso Di Stefano e Porro si sono trovati vicini, con il giornalista che ha strappato più di un applauso criticando lo Ius Soli e la presenza spesso soverchiante di stranieri nelle scuole elementari, è sui temi economici che il dibattito si è fatto più acceso. Il liberista Porro, che si contorce sulla sedia ogni volta che viene nominata la parola “Stato” o teorizzato un aumento della spesa pubblica, si confronta duramente con Di Stefano dichiarandosi prima a favore degli aiuti alle banche e poi attaccando duramente la Costituzione “catto-comunista” che prevede il fine sociale dell’economia, concetto che gli fa “orrore”. Da parte di Simone Di Stefano c’è invece la difesa dello Stato Sociale e di una economia più regolamentata, soprattutto sul contrasto alle delocalizzazioni e della concorrenza sleale del terzo mondo.

Divertente poi il siparietto sulla figura di Che Guevara, dove alla dignità riconosciuta al nemico e al rivoluzionario da parte di Di Stefano, Porro oppone la figura di un “delinquente” e del tormento derivato dalla sua figura “pop”, immaginario legato a una certa sinistra col “parka e la borsa di tolfa”. Piena sintonia invece quando il discorso passa sul piano culturale e il contrasto al pensiero unico, dal controllo sulle nostre vite operato dai vari Facebook e Google e in generale dalle “felpe” della Silicon Valley, o sull’ossessione dell’anti razzismo e anti sessismo delle varie Rula Jebreal, che aveva attaccato pesantemente Porro durante una trasmissione.

Con CasaPound ci divide l’economia, io sono un liberista e loro mi sembrano vicini alle posizioni della destra sociale”, ha detto il conduttore di Matrix a fine serata, “è stato un confronto da avversari politici, ma un bel confronto”.

Davide Romano

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Commenti

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1 commento

  1. Nicola Porro, uno che non ha mai nascosto di essere “un cazzaro cui piace cazzeggiare”….

    http://www.ilfoglio.it/articoli/2010/10/09/news/piedi-nudi-in-redazione-67178/

    Cioè in pratica, uno che dice di essere liberista e poi nei fatti non lo è per niente perchè ha preferito rifugiarsi a fare il giornalista tuttologo cazza… pagato profumatamente nel mercato oligopolistico televiso piuttosto che lavorare seriamente per stare sul vero mercato competitivo del settore agroalimentare con l’impresa di famiglia!!

    Sò soddisfazioni, non c’è che dire….!!

    Saluti.

    Fabrice

    PS

    a)”Noi giornalisti sappiamo di tutto un pò ma in realtà non sappiamo niente veramente bene”
    by Enrico Mentana

    b)”Un giornalista non può dire la verità su certi fatti compromettenti riguardanti uomini potenti perchè altrimenti viene licenziato oppure gli creano il vuoto attorno” by Beppe Severgnini

    c) “Nicola Porro in fondo lo sa pure lui, noi giornalisti siamo solo dei cazzari” by Filippo Facci

    Della serie: mal comune, mezzo gaudio……!!!

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